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09 Luglio 2026

Tumori aggressivi spontanei nei cani: OncoFAP glidotin mostra risultati promettenti

Uno studio dell’Università Statale di Milano su cani con tumori spontanei aggressivi mostra risultati promettenti per OncoFAP glidotin, molecola che veicola il chemioterapico MMAE verso le cellule che esprimono la proteina FAP. Sei degli otto cani trattati hanno risposto con riduzioni del volume tumorale fino all’88%

di Redazione Vet33


Tumori aggressivi spontanei nei cani: OncoFAP glidotin mostra risultati promettenti

Una nuova molecola sperimentale, OncoFAP glidotin, ha mostrato risultati promettenti in uno studio clinico di fase I e II condotto su cani affetti da tumori spontanei aggressivi presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi dell’Università Statale di Milano. Il farmaco utilizza il vettore OncoFAP per legare selettivamente la proteina FAP (Fibroblast Activation Protein), espressa in molti tumori umani e animali ma assente nei tessuti sani, per veicolare il chemioterapico MMAE direttamente alle cellule tumorali. Sei degli otto cani trattati hanno risposto alla terapia, con riduzioni del volume tumorale fino all’88%. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry.

Il meccanismo d’azione

A differenza delle chemioterapie tradizionali che agiscono su tutte le cellule in rapida proliferazione, OncoFAP glidotin utilizza un approccio selettivo. Il vettore OncoFAP si lega specificamente alla proteina FAP, espressa in molti tumori ma non rilevabile nei tessuti sani. A questo vettore è coniugato il farmaco citotossico MMAE (Monometil Auristatina E) tramite il linker peptidico Glicina-Prolina, che rilascia il chemioterapico in modo selettivo nel tumore una volta avvenuto il legame con la proteina bersaglio.

I risultati dello studio

Sono stati trattati otto cani che avevano già fallito altre terapie farmacologiche oncologiche. Il trattamento è risultato generalmente ben tollerato e sette pazienti hanno completato il ciclo di terapia previsto dal protocollo. Sei di questi hanno risposto alla terapia con riduzioni del volume tumorale fino all’88%.

“Questo studio dimostra come lo sviluppo di farmaci veterinari possa non solo aiutare i pazienti animali affetti da neoplasie incurabili, ma anche accelerare lo sviluppo di nuovi medicinali per l’uomo”, ha spiegato Damiano Stefanello, docente di Chirurgia Veterinaria e corresponding author dello studio. “I cani sviluppano naturalmente malattie oncologiche, condividendo con l’uomo l’ambiente e le condizioni di vita. Questo li rende particolarmente adatti allo sviluppo di nuove terapie in una prospettiva One Health e One Medicine, riducendo al tempo stesso l’uso di animali di laboratorio”.

Lo studio è stato realizzato in collaborazione con Philochem, azienda farmaceutica scopritrice e titolare del farmaco sperimentale.

CITATI: DAMIANO STEFANELLO
TAG: CANI, MMAE, ONCOFAP GLIDOTIN, ONCOLOGIA, OSPEDALE VETERINARIO UNIVERSITARIO LODI, TUMORI SPONTANEI, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI MILANO

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