Parassitosi
20 Marzo 2025Le piroplasmosi, causate da protozoi trasmessi dalle zecche, possono avere conseguenze gravi sulla salute dei cani e, più raramente, dei gatti. Scopri come diagnosticarle, prevenirle e quali sono le specie più diffuse

Le piroplasmosi sono malattie trasmesse dalle zecche che colpiscono principalmente i cani, ma occasionalmente anche i gatti, e sono causate da protozoi appartenenti ai generi Babesia e Theileria. Questi parassiti intracellulari possono provocare infezioni subcliniche o gravi, con ripercussioni significative sulla salute degli animali.
Quali sono le specie più comuni? E qual è il loro ciclo biologico? Come si esegue una diagnosi clinica? Quali ripercussioni possono avere sulla salute dei cani e dei gatti? Ce ne parlano dettagliatamente Enrique Barreneche Martínez e Rodrigo De Vivar González nel volume Manuale di Parassitologia per Tecnici Veterinari.
Regno: Protista
Sottoregno: Protozoi
Tipo (phylum): Apicomplexa
Ordine: Piroplasmida
Sottordine: Piroplasmorina
Genere: Babesia, Theileria
Le piroplasmosi più comuni sono Babesia canis, B. gibsoni e Theileria annae.
La specie più frequente è B. canis. In Spagna sono stati descritti anche alcuni casi di piroplasmosi nel cane dovuti a B. gibsoni e T. annae; quest’ultimo agente è localizzato principalmente in Galizia. I casi di babesiosi sono descritti per lo più nei cani nel nord della Spagna, con pochissimi casi segnalati nei gatti.
Le piroplasmosi sono un gruppo di malattie trasmesse da vettori, nello specifico le zecche della famiglia Ixodidae: I. hexagonus nel caso della teileriosi, Dermacentor reticulatus nella babesiosi. Entrambe le specie di zecche sono strettamente legate ad aree molto umide e infestano i cani soprattutto in primavera e in autunno.
Per B. canis, è stata descritta la trasmissione trans-ovum nelle zecche, così come tra diversi stadi di sviluppo. Questo, invece, non è stato finora dimostrato nel caso di T. annae, anche se si sospetta una trasmissione verticale nell’ospite definitivo.
Le piroplasmosi possono essere infezioni subcliniche così come infezioni molto gravi.
L’infezione da T. annae è generalmente molto più grave della babesiosi, in quanto può portare a insufficienza renale e persino alla morte.
La diagnosi è clinica, integrata dall’osservazione al microscopio di merozoiti intraeritrocitari (teileriosi) o sporozoiti (babesiosi). Negli stadi cronici e subclinici la parassitemia può essere piuttosto bassa e i corpuscoli intraeritrocitari possono non essere visibili; nel caso di piccoli piroplasmi (B. gibsoni e T. annae) è necessaria un po’ di esperienza per distinguerli dagli artefatti. Pertanto, sono state sviluppate tecniche di identificazione molecolare (PCR) e di immunofluorescenza indiretta.
La piroplasmosi può essere associata ad altre malattie trasmesse dalle zecche, come la malattia di Lyme, l’epatozoonosi, l’ehrlichiosi e la rickettsiosi; la presenza delle suddette malattie in questi pazienti deve poter essere esclusa.
Inoltre, la teileriosi è considerata un fattore aggravante di altre infezioni concomitanti.
Le malattie causate da questi agenti non rappresentano una zoonosi.
Per ridurre il rischio di infezione, occorrono un uso appropriato di antiparassitari esterni efficaci contro le zecche; il controllo ambientale delle zecche, ove possibile; il trattamento tempestivo degli animali malati; limitare o impedire il contatto tra animali malati e animali sani; una chemioprofilassi in animali splenectomizzati o immunodepressi che vivono o viaggiano in aree endemiche. In Spagna è in commercio un vaccino contro l’infezione da B. canis.
Per saperne di più sull’argomento, consulta il testo Manuale di Parassitologia per Tecnici Veterinari (Edizioni Edra) di Enrique Barreneche Martínez e Rodrigo De Vivar González.
A cura di Grazia Lapaglia
CITATI: ENRIQUE BARRENECHE MARTíNEZ, RODRIGO DE VIVAR GONZáLEZSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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