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17 Febbraio 2025

Comportamenti aggressivi in cani e gatti: come riconoscerli e gestirli. I consigli degli esperti

Cause, segnali precoci e soluzioni per affrontare i comportamenti aggressivi negli animali domestici. I consigli della dottoressa Manuela Michelazzi, medico veterinario esperto in Comportamento animale

di Redazione Vet33


Comportamenti aggressivi in cani e gatti: come riconoscerli e gestirli. I consigli degli esperti

L’aggressività nei cani e nei gatti è un comportamento complesso che può manifestarsi in varie forme e per diverse ragioni e che può arrivare a compromettere la nostra convivenza con loro. Identificarne le cause e riconoscere i segnali precoci è fondamentale per prevenire incidenti e migliorare il benessere degli animali e dei proprietari. La dottoressa Manuela Michelazzi, medico veterinario esperto in comportamento animale presso AniCura Clinica Veterinaria San Siro, offre preziosi consigli per gestire in modo efficace i comportamenti aggressivi e costruire una relazione serena con i nostri pet.
 

Perché cani o gatti reagiscono in modo aggressivo? 

Sebbene l’aggressività possa derivare da cause genetiche, esperienze passate, o condizioni di salute, è fondamentale riconoscere i segnali che precedono tali comportamenti per intervenire in modo adeguato. 

Quali sono le cause dell’aggressività nei cani:
● Protezione delle risorse: cibo, territorio o attenzione del proprietario sono risorse che un cane può sentire il bisogno di difendere. Questo comportamento è spesso più evidente in cani che hanno vissuto situazioni di scarsità o competizione.
● Paura o ansia: situazioni che spaventano il cane, come rumori forti, persone sconosciute o altri animali, possono scatenare comportamenti difensivi. Un cane ansioso può reagire in modo aggressivo per proteggersi da ciò che percepisce come una minaccia.
● Dolore: un cane che soffre può reagire in modo aggressivo per difendersi. Condizioni come l’artrite, le infezioni o le lesioni possono rendere un cane più irritabile e meno tollerante al contatto.
● Esperienze passate: cani che hanno subito traumi o abusi possono sviluppare comportamenti aggressivi come meccanismo di difesa. La mancanza di socializzazione adeguata durante i primi mesi di vita può anche contribuire a problemi di aggressività.

Anche nei gatti, l’aggressività può derivare da molteplici fattori. Tra questi, i principali sono riconducibili a cause:
● Genetiche: esattamente come le persone, alcuni gatti possono ereditare caratteristiche comportamentali dai genitori, come una maggiore reattività o tendenza all’aggressività.
● Ambientali: stress, esperienze negative e comportamenti dei proprietari possono esacerbare il problema. Per esempio, un ambiente domestico caotico o la mancanza di stimoli adeguati possono aumentare lo stress del gatto.
● Ormonali: è stato provato che i gatti maschi non sterilizzati sono più inclini a comportamenti aggressivi per difendere il territorio e le risorse. 
● Di salute: malattie come problemi alla tiroide, infezioni o dolore cronico possono aumentare l’aggressività. Un gatto che prova dolore può diventare più irritabile e meno tollerante al contatto.
● Di condizionamento: anche i comportamenti dei proprietari, che involontariamente premiano l’aggressività, come accarezzare un gatto che soffia per calmarlo, possono rinforzare il comportamento aggressivo.

Come riconoscere i segnali di comportamenti aggressivi?

È importante identificare quei i segnali precoci di disagio, che possono precedere un comportamento aggressivo. Spesso, questi segnali non vengono notati o vengono fraintesi dai proprietari, peggiorando la situazione. 

Nei cani, l’abbassamento della testa, occhi fissi e un irrigidimento del corpo sono segnali di difesa o paura che precedono l’aggressività. Anche comportamenti come ringhiare o sbattere la lingua sono segnali che non devono essere ignorati.

Nei gatti, invece, segnali di tensione come orecchie abbassate, coda che si muove nervosamente, pupille dilatate o una postura rigida possono indicare un aumento dello stress. Anche il soffiare, spesso confuso con una manifestazione momentanea di irritazione, può essere un campanello d’allarme per un comportamento più aggressivo. 

Notare questi segnali silenti è fondamentale, poiché permette di intervenire in modo tempestivo e spesso di evitare che la situazione degeneri in un’aggressione vera e propria.

“La comprensione delle cause sottostanti l’aggressività è essenziale per poter intervenire in modo efficace e migliorare la qualità della vita dei nostri animali domestici” sottolinea la dott.ssa Manuela Michelazzi. “Con un approccio informato e il supporto di esperti, possiamo fare la differenza nel comportamento dei nostri pet.”

Per gestire l’aggressività è fondamentale adottare un approccio informato e sistematico. La prima linea di intervento consiste nell’educazione dei proprietari, fornendo loro le conoscenze necessarie per comprendere e gestire i comportamenti dei loro animali. La prevenzione nelle scuole è altrettanto importante, poiché educare i bambini su come interagire correttamente con gli animali può prevenire incidenti e promuovere un rapporto positivo. 

In tutto ciò, il ruolo del veterinario è cruciale, poiché può fornire consigli e supporto fin dai primi mesi di vita dell’animale, aiutando a identificare e trattare eventuali problemi di salute che possono contribuire all’aggressività. 
A volte, può essere necessaria la terapia comportamentale: per gestire l’aggressività, possono intervenire modificazioni ambientali e comportamentali, supporti nutrizionali e, in alcuni casi, terapia chirurgica. Anche in questo caso, un esperto in comportamento animale può aiutare a sviluppare un piano di trattamento personalizzato, adattato alle specifiche esigenze dell’animale.

CITATI: MANUELA MICHELAZZI
TAG: AGGRESSIVITà, COMPORTAMENTO, ETOLOGIA, TERAPIA COMPORTAMENTALE

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