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11 Marzo 2024

Leishmaniosi. Cambiamenti climatici aumentano diffusione dei flebotomi

I risultati del Progetto europeo CLIMOS collegano il cambiamento climatico ai cambiamenti nella distribuzione dei flebotomi, aumentando le preoccupazioni relative alla leishmaniosi 

di Redazione Vet33


Leishmaniosi. Cambiamenti climatici aumentano diffusione dei flebotomi

Il Progetto europeo CLIMOS (Climate Monitoring and Decision Support Framework for Sand Fly-borne Diseases Detection and Mitigation with Cost-benefit and Climate-Policy Measures), grazie al contributo di 29 partner, riunisce ricercatori, professionisti, istituzioni sanitarie, progettisti di piattaforme tecnologiche e comunità per affrontare le malattie trasmesse da vettori suscettibili ai cambiamenti climatici e ambientali. I dati raccolti dai primi monitoraggi mostrano che, con l’estendersi dei flebotomi in nuove regioni a causa dei cambiamenti climatici, anche la minaccia della leishmaniosi è in aumento.


I flebotomi
Tra gli artropodi vettori di malattie infettive più conosciuti ci sono zanzare e zecche. Tuttavia, esiste un terzo vettore altrettanto importante: i flebotomi, minuscoli insetti che appartengono alla sottofamiglia Phlebotominae e si trovano nei climi caldi e tropicali di tutto il mondo. Oggi, l’impatto dei cambiamenti climatici sta alterando drasticamente la loro distribuzione geografica, spingendoli in nuove regioni d’Europa. Spesso attive durante le ore del crepuscolo, le femmine dei flebotomi si nutrono prevalentemente di sangue di mammiferi, facilitando la trasmissione di virus e parassiti. Questi agenti patogeni causano malattie come la meningite estiva e la leishmaniosi, che possono colpire sia l’uomo che gli animali. 

La lotta alla leishmaniosi
La leishmaniosi è classificata dalla World Health Organization (Who) come una malattia tropicale negletta, ma ogni anno si stimano da 700.000 a 1 milione di nuovi casi, con un andamento ormai crescente. La leishmaniosi può portare gravi problemi di salute e, in alcuni casi, alla morte se non viene curata adeguatamente. 
Il Progetto Climos si concentra proprio sulle malattie trasmesse da vettori suscettibili ai cambiamenti climatici e ambientali. I suoi obiettivi sono diffondere una migliore comprensione dei fattori climatici e ambientali in relazione alle malattie trasmesse da vettori (sand fly-borne diseases, Sfbd), ottimizzare un modello per monitorare e pronosticare la loro diffusione, considerare la realtà socioeconomica delle zone colpite e fornire valutazioni del rischio per tutte le parti interessate. Il fine ultimo è ridurre al minimo il rischio di esposizione in Europa alle Sfbd e contrastare la loro diffusione da e verso altre regioni, così da proteggere la salute e il benessere di tutti.
I siti di campionamento dei flebotomi sono diffusi in 12 Paesi e la condivisione dei dati di queste trappole serve per sviluppare un Sistema di Allarme Precoce (Ews) e nuovi strumenti di monitoraggio. Climos fornirà servizi di informazione e mappatura interattiva ad accesso pubblico insieme a indicazioni per la salute pubblica e animale.

I primi risultati
I monitoraggi sul campo sono stati effettuati in 11 Paesi+1 (Portogallo, Italia, Turchia, Israele, Francia, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Croazia, Slovenia e Spagna); infatti, sono stati acquisiti dati dalla Grecia, grazie a un partner del progetto (IDAlert). Attualmente sono ancora in corso le identificazioni degli esemplari di flebotomi raccolti, ma i risultati preliminari suggeriscono nuovi record per alcune specie in diversi Paesi esaminati. Inoltre, in diversi Paesi è stato condotto uno studio di follow-up sulla sieroprevalenza canina. Lo screening per il rilevamento di Leishmania e flebovirus, seguendo protocolli standardizzati per i patogeni trasmessi dai flebotomi, è in corso dopo la valutazione tramite un controllo esterno di qualità (Eqa), a cui hanno preso parte tutti i partner coinvolti.
Sono stati svolti esperimenti volti a testare la competenza vettoriale in tre specie di flebotomi - Phlebotomus perniciosus, P. tobbi e P. perfiliewi (sono stati eseguiti più di 30 cicli di infezione sperimentale, più di 800 femmine di flebotomo dissezionate e valutate), confermando che P. perniciosus e P. tobbi sono vettori competenti di L. donovani e L. major, P. tobbi è suscettibile al Toscana phlebovirus linage B e P. perfiliewi è un vettore competente di L. tropica mentre P. perniciosus non supporta lo sviluppo di L. martiniquensis. Nel prossimo periodo saranno completati gli esperimenti con P. tobbi e P. perfiliewi e saranno testate altre specie di flebotomo (Sergentomyia minuta, P. mascittii e P. neglectus recentemente colonizzati). Le molecole candidate come attrattori semiochimici nelle nuove trappole adesive sono state accuratamente testate in laboratorio e sul campo e come passo successivo, saranno incorporate in un prototipo di trappola. Lo sviluppo di nuovi antigeni salivari come marcatori dell’esposizione ai flebotomi procede con successo, utilizzando sieri di cani provenienti da due regioni endemiche della Turchia per sviluppare marcatori specie-specifici per P. papatasi e P. tobbi.
Climos raccoglie meticolosamente dati su fattori climatici come la temperatura, le precipitazioni e l’umidità del suolo come possibili fattori di sviluppo e diffusione dei flebotomi; studia la distribuzione e gli effetti degli agenti patogeni e delle malattie che trasportano; raccoglie anche una serie di dati ambientali e socio-economici. Questo ampio set viene sottoposto a un processo esaustivo per garantire che le informazioni estratte siano di buona qualità e possano essere utilizzate per altri progetti. La pre-elaborazione dei set di dati è stata completa e il progetto inizia ora la prima iterazione dell’Ews.
I prossimi passi saranno la distribuzione di sensori in altri Paesi, l’aggregazione dei dati con altri sistemi e il superamento delle sfide di validazione dovute alla mancanza di dati storici.

Altre attività
Parallelamente, Climos ha organizzato una serie di workshop per capire che cosa può influenzare e motivare l’adozione di un Ews per una modellazione climatica e una prognosi più accurata del rischio di infezione da Leishmania. Inizialmente è stata condotta una valutazione di diverse dimensioni, come quella sociale, economica, politica, tecnologica, legale, etica e ambientale, e di come queste siano correlate e si influenzino a vicenda. La valutazione è stata utile per iniziare a sviluppare molteplici storie (o scenari) di come potrebbe essere il futuro e per capire chi sono gli stakeholder che devono essere coinvolti nello sviluppo di tali storie e dell’Ews.
Sono stati discussi anche i primi passi per sviluppare una solida analisi costi-benefici per le implicazioni sociali del cambiamento climatico sui sistemi sanitari, che sarà utile per identificare gli interventi che possono ridurre l’onere della malattia in futuro. Insieme agli scenari, saranno utili per mettere i decisori in condizione di lavorare verso un futuro desiderabile, considerando che stiamo vivendo in tempi di rapido cambiamento e incertezza.

TAG: CAMBIAMENTO CLIMATICO, CLIMOS, FLEBOTOMI, LEISHMANIOSI

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