Influenza aviaria
17 Luglio 2026La relazione della missione Dg Sante, condotta nell’ottobre 2024 e resa pubblica nel 2026, descrive il sistema italiano di sorveglianza sull’influenza aviaria come tecnicamente solido e orientato all’approccio One Health, pur segnalando margini di miglioramento organizzativo

La missione della Direzione Generale della Salute della Commissione Europea (Dg Sante) promuove il sistema italiano di sorveglianza sull’influenza aviaria. La relazione, frutto di un’ispezione condotta nell’ottobre 2024 e resa pubblica solo recentemente, riconosce “solide capacità scientifiche” nella sorveglianza animale, nella diagnostica e nel sequenziamento genomico. Il giudizio complessivo è positivo sul piano tecnico e organizzativo, ma la relazione indica alcune priorità di miglioramento, in particolare sull’integrazione intersettoriale e sulla prevenzione tra i lavoratori esposti.
La visita degli ispettori europei risale all’ottobre 2024, ma la relazione conclusiva è stata resa pubblica solo in questi giorni. Il documento riporta valutazioni positive sull’operato delle autorità nazionali, evidenziando solide capacità scientifiche nella sorveglianza animale, nella diagnostica e nel sequenziamento del genoma, integrate da sistemi consolidati di monitoraggio nelle popolazioni umane, valutazioni congiunte del rischio ed esercitazioni di simulazione.
Il Laboratorio nazionale di riferimento per l’influenza aviaria di Padova viene citato come struttura con capacità e risorse adeguate, che utilizza routinariamente il sequenziamento dell’intero genoma per la caratterizzazione dei campioni positivi, contribuendo all’individuazione precoce di nuove varianti. I laboratori regionali garantiscono ulteriore capacità diagnostica, mentre allevatori e veterinari privati vengono valutati positivamente per la consapevolezza dei sintomi e la rapidità delle segnalazioni.
La relazione considera un vantaggio il fatto che sanità animale, sicurezza alimentare e salute pubblica siano riunite sotto il Ministero della Salute, poiché questo facilita il coordinamento multisettoriale e la gestione integrata dei focolai. Il flusso di comunicazione tra laboratori umani e veterinari è definito consolidato, con scambi rapidi di informazioni su casi sospetti e confermati.
La missione segnala come buona pratica il contributo dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (ISPRA), delle associazioni venatorie e dei centri per uccelli selvatici alla sorveglianza della fauna selvatica e dei campioni ambientali. Al tempo stesso, la relazione osserva che i servizi ambientali non partecipano in modo sistematico alle strutture regionali che gestiscono i rischi zoonotici, indicando la necessità di un’integrazione più stabile della componente ambientale.
Sul piano della prevenzione individuale, la vaccinazione antinfluenzale stagionale è offerta gratuitamente ad alcuni gruppi professionali a rischio, ma la bassa adesione ne riduce l’efficacia. La fornitura di dispositivi di protezione individuale resta responsabilità dei datori di lavoro, mentre i servizi di salute occupazionale non risultano ancora pienamente coinvolti nelle attività One Health.
Tra le priorità indicate nelle conclusioni figurano l’armonizzazione della sorveglianza mirata delle persone esposte in tutte le regioni, il miglioramento dell’accesso e dell’adesione alla vaccinazione stagionale nei gruppi professionali a rischio, l’integrazione più sistematica dei servizi ambientali nelle piattaforme di gestione dell’influenza aviaria zoonotica e lo sviluppo della sorveglianza sui mammiferi selvatici come parte del monitoraggio One Health.
TAG: DG SANTE, INFLUENZA AVIARIA, ISPRA, LABORATORIO NAZIONALE DI RIFERIMENTO, MINISTERO DELLA SALUTE, ONE HEALTH, RESPIVIRNET, VACCINAZIONESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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