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30 Luglio 2025La Commissione europea riconosce progressi nella gestione dell’HPAI, ma richiama il Paese su ritardi e criticità. Il Ministero della Salute: “Valutazione completa solo a fine anno”

Cinque raccomandazioni rispettate su nove, miglioramenti nella gestione dei focolai, ma persistono carenze sulla biosicurezza e ritardi nella sorveglianza. È questa la fotografia scattata dalla DgSante alla gestione italiana dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai). L’audit europeo, concluso a fine ottobre 2024, evidenzia passi avanti concreti ma avverte: in caso di epidemie più estese, la capacità di risposta potrebbe essere messa a dura prova.
La DgSante ha pubblicato la relazione finale sull’audit di follow-up condotto in Italia nell’ottobre 2024, per verificare l’attuazione delle misure proposte dalla Commissione dopo la visita ispettiva del 2022 e valutare la gestione delle epidemie di Hpai successive.
L’Italia ha dato seguito in modo soddisfacente a cinque delle nove raccomandazioni del precedente audit. Quattro raccomandazioni sono state affrontate solo in parte, lasciando ancora margini di miglioramento.
Sono state adottate diverse misure per affrontare i rischi di Hpai, tra cui l’introduzione di nuovi requisiti di biosicurezza, il rafforzamento della sorveglianza nei volatili selvatici e nel pollame e il miglioramento dei sistemi di sensibilizzazione per favorire una diagnosi precoce della malattia e contenere la diffusione del virus.
Le autorità hanno potenziato anche la capacità di smaltire rapidamente carcasse di pollame morto o abbattuto, limitando così il rischio di trasmissione del virus nelle aree a elevata densità avicola.
Persistono problemi per quanto riguarda l’individuazione e correzione delle carenze di biosicurezza negli allevamenti, la scarsa conformità alle nuove prescrizioni e l’incertezza della capacità delle autorità di svolgere tutti i compiti richiesti in caso di epidemie estese. Tutte carenze che possono facilitare la diffusione e la durata dell’epizoozia.
Nonostante i significativi sforzi compiuti dalle autorità, difficoltà logistiche e operative hanno rallentato la conferma di focolai e l’adozione tempestiva di misure preventive negli allevamenti, aumentando il rischio di diffusione in zone sensibili.
Sebbene il ritardo nell’affrontare le carenze nelle ultime due stagioni non abbia avuto conseguenze gravi, la capacità delle autorità di svolgere tutti i compiti necessari in caso di epidemie più estese è compromessa.
Il Ministero della Salute ha risposto alla relazione segnalando che il piano completo di interventi sarà valutabile solo a fine anno, quando tutte le misure previste per il 2025 saranno state implementate e monitorate.
TAG: BIOSICUREZZA, DG SANTE, HPAI, INFLUENZA AVIARIA, MINISTERO DELLA SALUTESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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