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28 Luglio 2025

Veterinari in calo, retribuzione media in crescita. Il profilo dei laureati secondo AlmaLaurea

Nel 2024 solo 533 laureati in Medicina Veterinaria, in calo rispetto agli anni precedenti. Cresce la quota di donne, aumenta la retribuzione media e resta alta la soddisfazione per il percorso di studi

di Redazione Vet33


Veterinari in calo, retribuzione media in crescita. Il profilo dei laureati secondo AlmaLaurea

Il numero di laureati in Medicina Veterinaria continua a diminuire, passando dai 740 del 2022 ai 533 del 2024. Lo rileva il Rapporto AlmaLaurea 2025, che traccia l’identikit dei nuovi professionisti: il 70% è donna, l’età media di laurea è 26 anni e la maggior parte lavora nel settore privato o in proprio. A un anno dal titolo, il tasso di occupazione raggiunge l’88% e la retribuzione media sale a 1.419 euro netti mensili, confermando una tendenza in crescita rispetto al 2022.

Laureati in calo: i numeri del 2024

Nel 2024, i laureati in Medicina Veterinaria sono stati 533. Il 90% di loro ha compilato il questionario di Almalaurea che, come ogni anno, traccia il profilo dei laureati e la loro condizione occupazionale. Il numero dei laureati è in calo rispetto agli anni precedenti: nel 2022, il titolo è andato a 740 dottori in Medicina Veterinaria; nel 2023, erano 637.

Profilo dei nuovi medici veterinari

Prevalgono le lauree al femminile, quasi il 70% del totale, mentre l’età media della laurea, senza distinzione di genere, è di 26 anni. Solo il 20% di loro ha studiato in una sede universitaria che coincide con il territorio di residenza; il 77% vive a meno di un’ora di distanza dalla propria sede. Il 55% dei laureati ha dichiarato di avere già avuto esperienze universitarie precedenti. La motivazione principale per scegliere Medicina Veterinaria è sia culturale che professionale (49%), mentre solo il 6% l’ha scelto per motivi esclusivamente professionali. La maggior parte dei laureati lavora nel settore privato o in proprio, e la retribuzione mensile media continua a crescere.

Background familiare e scolastico

Nel 53% dei casi, gli studenti provengono da famiglie con genitori non laureati o con un solo genitore (45% dei casi) laureato. La classe sociale è “elevata” per il 36% degli studenti, impiegatizia per il 29% dei casi e autonoma nel 20%. Il background di studio degli studenti è nell’89% dei casi liceale, con una forte prevalenza (68%) di provenienza dal liceo scientifico. Il voto medio al diploma è di 85,7.

Percorso universitario: regolarità e tirocini

I laureati presentano una carriera universitaria generalmente regolare (56% in regola con gli studi), con una permanenza media in ateneo di 5,7 anni. I fuori corso al terzo anno sono il 2,6% mentre si azzerano al quarto anno. Alta la frequenza degli studi (87%): si va in aula per il 75% delle materie. L’utilizzo delle aule sfiora il 100% dei rispondenti. Alta anche la percentuale di tirocini professionalizzanti (85%), per la maggioranza dei casi (59%) svolti all’interno dell’Ateneo stesso. Per laurearsi, gli studenti hanno mediamente impiegato 8,7 mesi. Equamente divisa, quasi al 50%, la posizione di chi ha lavorato durante il quinquennio di corso e chi invece si è esclusivamente dedicato agli studi. 

Soddisfazione per il corso di laurea e i servizi universitari

Si conferma il gradimento generale del corso di laurea: Il 32% degli studenti laureati è molto soddisfatto per il corso che ha seguito; il 60% sceglie la risposta “più sì che no”. Analoghe le proporzioni nel giudizio sul corpo docente. Per il 52% le aule sono “spesso adeguate”. L’84% dei laureati ha utilizzato postazioni informatiche e il 90% si è servito delle biblioteche. Quasi il 100% ha usufruito di attrezzature e laboratori per attività pratiche. 

Prospettive post laurea e specializzazioni

Il 78% ha usufruito di orientamento post laurea per il lavoro; il 70% si è servito di servizi di orientamento al lavoro, con un basso grado di soddisfazione piena (solo 11%). Anche i servizi di sostegno al lavoro e di job placement, utilizzati dal 60% degli studenti, non sono pienamente soddisfacenti. 
L’85% dei laureati intende proseguire nello studio: al primo posto la scuola di specializzazione (42%). L’86% si aspetta che le prospettive di impiego siano professionalizzanti. Nell’82% dei casi le aspettative sono per il tempo pieno e una contrattualizzazione a tutele crescenti. Trasferirsi per lavorare è un’opzione considerata dalla maggioranza dei rispondenti.  

Occupazione a un anno dal titolo: 2024 vs 2022

Nel 2024, i Medici Veterinari laureati da un anno erano 637, con un voto di laurea medio di 107,4. Il 70% di questi ha partecipato ad attività di formazione post laurea. Il tasso di occupazione è dell’88%, con un tempo medio stimato di 3,5 mesi dal titolo prima di trovare una sistemazione. 
Il 49% dei casi si è messo in proprio, nel settore privato (80%) facendo consulenze (40%), o esercitando nel settore della sanità (33%). La media di ore lavorate settimanali è di 42; la retribuzione media netta è di 1.419 euro mensili (vs 1.242 euro del 2022).
Nel 97% dei casi la laurea è considerata efficace per l’attività di lavoro da svolgere. La formazione universitaria è “molto adeguata” per il 71% dei rispondenti.

TAG: ALMALAUREA, CARENZA VETERINARI, MEDICI VETERINARI, NEOLAUREATI

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