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Influenza aviaria

08 Ottobre 2026

Influenza aviaria, vaccini per i veterinari già in cinque Paesi UE. Il rapporto ECDC

Cinque Paesi europei hanno avviato campagne di vaccinazione umana contro l'influenza A(H5). Veterinari e personale della sanità animale tra le categorie professionali prioritarie


Influenza aviaria, vaccini per i veterinari già in cinque Paesi UE. Il rapporto ECDC

Cinque Paesi dell'Unione europea hanno già avviato campagne di vaccinazione umana contro l'influenza aviaria A(H5), destinate alle categorie professionali maggiormente esposte al rischio di infezione, tra cui veterinari e operatori della sanità animale. Si tratta di Austria, Finlandia, Lituania, Paesi Bassi e Portogallo. Il dato emerge da una valutazione pubblicata il 7 ottobre 2026 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), dedicata alle strategie vaccinali adottate nei Paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE).

L'indagine ha coinvolto 27 dei 30 Paesi UE/SEE. Otto hanno dichiarato di avere già adottato raccomandazioni nazionali per la vaccinazione contro l'influenza A(H5), altri otto stanno elaborando indicazioni specifiche, mentre undici non prevedevano programmi vaccinali al momento della rilevazione.

L'attuazione delle strategie resta limitata. Oltre ai cinque Paesi che hanno già avviato le campagne, altri tre prevedono di iniziare le vaccinazioni entro un anno.

Veterinari e operatori della sanità animale tra le categorie prioritarie

Secondo il rapporto ECDC, i gruppi professionali più frequentemente individuati come destinatari della vaccinazione comprendono veterinari, personale della sanità animale, operatori impegnati nell'abbattimento degli animali, personale di laboratorio e lavoratori dei settori agricolo e avicolo.

La scelta delle categorie da vaccinare e le modalità di attuazione dei programmi variano tra i Paesi, in funzione delle raccomandazioni nazionali e dell'organizzazione dei servizi sanitari.

La maggior parte dei Paesi ha dichiarato di monitorare, o di prevedere il monitoraggio, dell'adesione vaccinale, prevalentemente attraverso i registri delle immunizzazioni.

I dati disponibili indicano un'adesione generalmente bassa al di fuori degli ambienti di laboratorio. L'ECDC precisa tuttavia che le informazioni raccolte sono incomplete e non direttamente confrontabili tra i diversi Paesi.

Il rischio di infezione in Europa

L'influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) continua a circolare diffusamente negli uccelli selvatici e a provocare focolai negli allevamenti avicoli e in altri animali in Europa.

Nonostante l'ampia circolazione del virus, le infezioni umane rimangono rare e, secondo l'ECDC, non sono stati finora confermati casi umani nell'UE/SEE.

Il Centro europeo valuta il rischio di infezione da A(H5N1) attualmente circolante in Europa come basso per la popolazione generale e da basso a moderato per le persone professionalmente o altrimenti esposte ad animali infetti o ad ambienti contaminati.

Le indicazioni dell'ECDC

La valutazione evidenzia differenze tra i Paesi europei nelle raccomandazioni vaccinali, nei programmi di attuazione, nelle modalità di somministrazione e nei sistemi di monitoraggio dell'adesione.

Per rafforzare la preparazione sanitaria, l'ECDC indica l'utilità di definire obiettivi chiari per i programmi vaccinali, criteri di attivazione basati su differenti scenari epidemiologici, procedure di somministrazione già sperimentate, strategie di comunicazione mirate e sistemi di monitoraggio delle coperture.

Il rapporto documenta quindi un'attuazione ancora disomogenea delle strategie di vaccinazione contro l'influenza aviaria A(H5) nei Paesi UE/SEE, con particolare attenzione alla protezione delle categorie professionali esposte.

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