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04 Marzo 2026

Rinotracheite infettiva bovina in Trentino, oltre 150 bovini positivi: scattano abbattimenti. Allevatori preoccupati e aziende a rischio

Focolai tra Ala e Avio in alcuni allevamenti del Basso Trentino. Predisposto un piano di risanamento obbligatorio che prevede l’abbattimento dei capi infetti entro 12 mesi e nuovi controlli sanitari

di Redazione Vet33


Rinotracheite infettiva bovina in Trentino, oltre 150 bovini positivi: scattano abbattimenti. Allevatori preoccupati e aziende a rischio

Nel basso Trentino sono stati rilevati oltre 150 bovini positivi alla rinotracheite infettiva bovina (IBR) in 3-4 aziende tra i comuni di Ala e Avio. Secondo il Servizio veterinario provinciale gli animali infetti dovranno essere abbattuti nell’ambito del piano obbligatorio di risanamento, mentre sono in corso ulteriori controlli per contenere il focolaio.

I focolai di IBR del basso Trentino

I casi sono stati individuati durante controlli sanitari di routine condotti dall’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria dell’Asuit. Le positività riguardano tra 150 e 200 capi bovini appartenenti a diverse aziende zootecniche della zona di Ala e Avio, alcune delle quali di grandi dimensioni.

La situazione ha generato preoccupazione gli allevatori locali, sia per l’elevata contagiosità della malattia sia per le possibili ricadute economiche legate alla perdita degli animali e alle restrizioni sanitarie previste.

L’IBR rientra tra le patologie soggette a programmi di controllo e risanamento sanitario. Il protocollo prevede che i bovini risultati positivi non possano essere movimentati e debbano essere eliminati entro un periodo massimo di 12 mesi dalla diagnosi.

Dopo l’abbattimento dei capi infetti, sono previsti ulteriori controlli sanitari per consentire alle aziende coinvolte di recuperare lo status di allevamento indenne.

Possibile origine del contagio nei pascoli di confine

Secondo le prime ricostruzioni, l’infezione potrebbe essere stata introdotta durante il periodo di alpeggio, in seguito a contatti avvenuti in malga tra mandrie trentine e bovini provenienti dal Veneto, dove non è attivo lo stesso piano di eradicazione in vigore nella provincia autonoma di Trento.

Il Trentino applica da oltre vent’anni un programma di risanamento riconosciuto a livello europeo, che prevede controlli sanitari semestrali negli allevamenti e rigorose misure di prevenzione.

Caratteristiche della rinotracheite infettiva bovina

L’IBR è una malattia virale causata da un herpesvirus che colpisce esclusivamente i bovini. L’infezione può provocare sintomi respiratori acuti, tra cui febbre, tosse, dispnea, scolo nasale e congiuntivite, con possibili ripercussioni sulla produzione di latte e sul peso degli animali.

Il virus può inoltre determinare forme genitali associate a infertilità e aborti. Una delle caratteristiche epidemiologiche della malattia è la capacità di rimanere latente nell’animale infetto e riattivarsi successivamente, rendendo necessarie strategie di controllo a lungo termine.

Impatto economico sul settore

Le organizzazioni degli allevatori hanno chiesto l’avvio di controlli immediati nelle stalle dell’area interessata per definire con precisione l’estensione del focolaio e monitorare eventuali nuovi casi.

Il presidente della Federazione provinciale Allevatori di Trento, Giacomo Broch, è intervenuto sulla vicenda rassicurando i consumatori e precisando che la malattia “non è assolutamente trasmissibile all’uomo, né può contaminare i prodotti” di origine bovina.

È stata inoltre sollecitata la collaborazione tra i servizi veterinari delle province di Trento e Verona per il controllo delle mandrie destinate agli alpeggi e un intervento della Provincia autonoma di Trento per sostenere le aziende coinvolte nel percorso di sostituzione dei capi abbattuti.

CITATI: GIACOMO BROCH
TAG: RINOTRACHEITE INFETTIVA BOVINA, TRENTINO-ALTO ADIGE

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