Animali selvatici
01 Agosto 2025Rinvenuta esausta a Ischia, l’esemplare è stato riabilitato dai medici veterinari del Centro recupero animali selvatici della Federico II e liberato nell’Oasi WWF “Lago di Conza” con monitoraggio GPS

Una cicogna bianca (Ciconia ciconia), trovata debilitata sull’isola di Ischia ad aprile 2025, è tornata a volare dopo tre mesi di cure specialistiche presso il Centro di Recupero Animali Selvatici (Cras) Federico II, Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali di Napoli. Il rilascio controllato dell’animale, avvenuto nell’Oasi WWF “Lago di Conza”, è stato accompagnato dall’applicazione di un dispositivo Gps per monitorarne i movimenti e raccogliere dati utili alla tutela della specie.
È tornato a volare un bellissimo esemplare di Cicogna bianca dopo un lungo e impegnativo periodo di riabilitazione al Cras, presso la sede operativa del presidio ospedaliero veterinario della Asl Napoli 1 Centro.
Rinvenuta ad aprile 2025 sull’isola di Ischia da alcuni volontari, esausta e in condizioni critiche, in sinergia con un veterinario libero professionista che effettua i primi soccorsi, è stato allertato il Cras Federico II per un tempestivo trasferimento alla struttura specializzata.
In tempi record la cicogna bianca è stata accolta dai medici veterinari del Centro, che hanno avviano le procedure mediche finalizzate alla stabilizzazione clinica, così che dopo alcune settimana la cicogna è stata considerata fuori pericolo.
A questo punto, è iniziato il lungo e delicato iter riabilitativo teso a raggiungere le condizioni ottimali per l’eventuale rilascio in natura, monitorato costantemente.
Al termine del processo riabilitativo, in collaborazione con il personale dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), è stato applicato sull’animale un Gps, allo scopo di acquisire dati scientifici utili allo studio dell’ecologia spaziale e della fenologia della specie, oltre che al monitoraggio della fase post rilascio.
Quindi, la cicogna è stata trasferita presso l’Oasi Wwf “Lago di Conza”, dove ha trascorso un breve periodo di preambientamento in una struttura dedicata ai Ciconiformi.
Questa fase intermedia ha consentito all’animale di riadattarsi progressivamente all’ambiente naturale, riducendo lo stress e i rischi legati a una liberazione immediata mentre il rilascio definitivo è avvenuto in modo controllato, assicurando le migliori condizioni per il reinserimento in natura che è avvenuto con grande successo.
“Recuperare un animale selvatico – sottolinea una nota del Cras – non è solo un atto di compassione o tutela individuale: è anche un’occasione preziosa per comprendere le dinamiche ecologiche e gli elementi che regolano i sistemi naturali di cui anche l’essere umano fa parte. Ogni esemplare che torna in libertà racconta qualcosa in più, offrendo indicazioni utili per proteggere la biodiversità, la salute dell’ambiente e la salute umana in ottica One health, e cioè un approccio integrato e unificante che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e salute dell’ambiente”.
Leggi anche la storia del recupero della Cicogna nera.
TAG: CICOGNA BIANCA, CRAS, GPS, ISPRA, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO IISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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