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Cetacei

11 Luglio 2025

Caprera, nel Tirreno una culla di delfini e balene. Cetacei al centro di un nuovo hotspot di biodiversità

Nel canyon sottomarino al largo della Sardegna vive un’eccezionale comunità di cetacei. I ricercatori chiedono di proteggerla come area marina d’interesse prioritario

di Redazione Vet33


Caprera, nel Tirreno una culla di delfini e balene. Cetacei al centro di un nuovo hotspot di biodiversità

Nel cuore del Mar Tirreno centro-occidentale, al largo della costa nord-orientale della Sardegna, si cela una straordinaria oasi marina. È il canyon di Caprera, profondo solco sottomarino, oggi al centro di uno studio scientifico che ne documenta l’importanza come hotspot di biodiversità. Qui convivono balene, delfini, grampi e zifi, in un ecosistema fragile ma prezioso. La ricerca, pubblicata su PlosOne, vuole far riconoscere l’intera area come Important Marine Mammal Area (IMMA), per rafforzarne la tutela in un Mediterraneo sempre più minacciato dalle attività antropiche.

La ricerca: un hotspot di biodiversità

Secondo lo studio guidato da Luca Bittau dell’Associazione Sea Me (Scientific Education and Activities in the Marine Environment), realizzato in collaborazione con le Università di Sassari, Trieste, Insubria e Calabria, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’associazione Delfini del Ponente Aps di Imperia, il canyon di Caprera ospita almeno otto specie di cetacei, tra cui la stenella striata (Stenella coeruleoalba), il tursiope (Tursiops truncatus), la balenottera comune (Balaenoptera physalus) e il rarissimo mesoplodonte di Sowerby (Mesoplodon bidens). L’area, geologicamente complessa e ricca di nutrienti, si rivela altamente produttiva e rappresenta un rifugio per predatori marini di grandi dimensioni, nonché un laboratorio naturale per studiare le dinamiche delle popolazioni di cetacei del Mar Mediterraneo.
Infatti, nonostante il Mediterraneo abbia una superficie minore dell’1% di quella degli oceani, accoglie fino al 18% delle specie marine ed è riconosciuto come un hotspot di biodiversità. Il canyon Caprera, in particolare, è una delle zone più importanti per la biodiversità, tanto che secondo gli autori della ricerca dovrebbe essere un rifugio d’eccellenza per i cetacei, che negli ecosistemi marini svolgono funzioni di primo piano (es. fertilizzazione del ferro, sequestro del carbonio nelle profondità).

Le minacce per i cetacei

A minacciare la biodiversità, più in particolare quella dei cetacei, c’è però l’attività dell’uomo, particolarmente intensa lungo le coste del Mediterraneo, soprattutto con la pesca, il traffico navale e l’uso dei sonar, l’inquinamento e la diffusione delle microplastiche.
Di qui l’idea di verificare lo stato di salute dei cetacei su scala locale per identificare le aree più adatte alla loro tutela, come fa la ricerca appena pubblicata. 

Un’area da tutelare

Dalle analisi compiute è emerso che nel canyon Caprera non c’è soltanto una grande diversità dei cetacei, ma che questi sono numerosi al punto da indicare l’area come un importante hotspot della biodiversità e un rifugio per le specie di cetacei minacciate, nonché un punto di riferimento per future ricerche sulle dinamiche delle popolazioni dei cetacei nel mar Tirreno centro-occidentale.
Per questo motivo gli autori propongono di designarlo come Important Marine Mammal Area (Imma), punto di riferimento degli sforzi tesi alla conservazione e per indirizzare lo sviluppo delle politiche per la tutela di queste specie.

CITATI: LUCA BITTAU
TAG: BIODIVERSITà, CANYON DI CAPRERA, CETACEI, IMMA

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