Alert sanitari
10 Novembre 2023 Il livello di attenzione sul territorio lombardo continua a rimanere molto alto, ma l’assessore Alessandro Beduschi si dice pronto a chiedere un allentamento delle misure restrittive nel Pavese

Alessandro Beduschi, assessore di Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, è intervenuto martedì 7 novembre in Consiglio regionale per rispondere a un’interrogazione sul tema degli indennizzi per gli allevatori colpiti da Peste Suina Africana. Pronto un dossier per chiedere all’Ue un allentamento delle restrizioni.
Gli indennizzi per gli allevatori colpiti
Nel suo intervento, l’assessore ha ribadito che a quanti hanno avuto capi abbattuti per la presenza di un focolaio in sede o per misure preventive, saranno corrisposti indennizzi – pari a circa 13,5 milioni di euro appostati su un fondo del Servizio Sanitario Nazionale – previa richiesta delle aziende entro 60 giorni, qualora l’allevamento si sia attenuto alle disposizioni vigenti in materia di biosicurezza.
“Per quanto riguarda invece i cosiddetti danni indiretti è in arrivo un nuovo decreto ministeriale che fornirà indicazioni operative per gli eventi successivi al 31 luglio” ha dichiarato Beduschi. “Un decreto col quale sono già previste importanti risorse e che stiamo condividendo, a livello tecnico e politico, con il Ministero e con le organizzazioni professionali. Ciò proprio perché sia il più mirato possibile per coprire le esigenze degli allevamenti colpiti”.
L’adeguamento delle misure restrittive
Beduschi ha poi sottolineato che “Regione Lombardia sta condividendo con il Governo il dossier con la richiesta di adeguamento delle misure restrittive in provincia di Pavia, che sarà portato al vaglio delle istituzioni europee il prossimo 17 novembre. La richiesta è motivata dalla stabilizzazione della situazione in provincia di Pavia, dove l’ultimo focolaio si è verificato ormai lo scorso 28 settembre”.
Pochi giorni prima, infatti, l’assessore si era già espresso sul tema attraverso un comunicato: “Visto il favorevole quadro epidemiologico negli allevamenti è adesso necessario un ‘allentamento’ delle misure di restrizione per il Pavese per la Peste Suina Africana. Prescrizioni che hanno certamente aiutato a gestire il rischio di diffusione, ma che oggi impediscono agli allevatori di movimentare quasi 40.000 animali a fine ciclo. In queste ore, grazie all’impegno e alla collaborazione di tutta la filiera, si sono individuati macelli e centri di lavorazione delle carni che dovrebbero, a partire dalla fine di questa settimana, garantire lo sblocco della situazione. Iniziando dalle situazioni più critiche e con protocolli per gestire le operazioni in piena sicurezza sanitaria”.
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