Influenza aviaria
12 Ottobre 2026Uno studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases documenta l'infezione in un gatto e in un ratto durante un focolaio nel pollame in Illinois. Gli autori chiedono ulteriori studi sul ruolo dei roditori

Il virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) è stato identificato in un gatto domestico e in un ratto trovati morti durante un focolaio in un piccolo allevamento avicolo dell'Illinois, negli Stati Uniti. Le analisi virologiche, genetiche e anatomopatologiche hanno documentato la presenza del virus in numerosi tessuti dei due mammiferi, con sequenze genetiche strettamente correlate a quelle rilevate nel pollame. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Emerging Infectious Diseases, dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel numero di ottobre 2026.
Lo studio, condotto da ricercatori della Texas A&M University e della University of Illinois, riguarda un focolaio identificato nel marzo 2025 in un allevamento familiare che ospitava 105 volatili, oltre a bovini, gatti e cani. In seguito alla comparsa di una malattia acuta, erano morti 100 dei 105 uccelli presenti. Le analisi di laboratorio avevano confermato la presenza del virus H5N1 appartenente al clade 2.3.4.4b.
Il 16 marzo 2025, il veterinario dell'allevamento ha raccolto i resti di un gatto domestico di 13 anni e di un ratto selvatico, successivamente sottoposti a esami presso il laboratorio diagnostico veterinario dell'Università dell'Illinois. Le analisi molecolari hanno confermato la presenza del virus H5N1 in entrambi gli animali.
Virus rilevato in diversi organi
Gli approfondimenti mediante PCR hanno identificato materiale genetico del virus in tutti i dodici campioni tissutali esaminati nel gatto e in undici dei quindici campioni del ratto. Le concentrazioni virali più elevate sono state riscontrate nei tessuti cerebrali di entrambi gli animali.
Gli esami anatomopatologici hanno evidenziato nel gatto polmonite broncointerstiziale ed encefalite non suppurativa. Nel ratto sono state osservate lesioni polmonari e cerebrali, con evidenze immunoistochimiche della presenza del virus nel tessuto nervoso.
Il sequenziamento genomico ha mostrato una stretta correlazione tra i virus identificati nel pollo, nel gatto e nel ratto. In tutti e tre è stata rilevata la mutazione PB2 E627K, associata all'adattamento dei virus influenzali ai mammiferi.
Il possibile ruolo dei roditori
Secondo gli autori, i risultati documentano una diffusione sistemica del virus nei due mammiferi in seguito a infezione naturale. Nel ratto, il materiale genetico virale è stato identificato anche nel rene e nelle urine, un risultato che suggerisce la necessità di approfondire il possibile ruolo delle urine dei roditori nella trasmissione.
Lo studio non dimostra tuttavia che il virus sia stato trasmesso dal ratto al gatto o viceversa, né chiarisce il ruolo effettivo dei roditori nella diffusione dell'infezione.
Gli autori sottolineano che la presenza di roditori negli allevamenti, dove possono entrare in contatto con volatili infetti e altri animali, richiede ulteriori approfondimenti nell'ambito della sorveglianza dell'influenza aviaria. Tra i limiti della ricerca viene segnalata l'impossibilità di isolare il virus dai tessuti e dalle urine per ragioni di biosicurezza.
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