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04 Febbraio 2026

Oncologia veterinaria, tumori in aumento: colpiscono un cane su quattro, diagnosi spesso tardiva

Un cane adulto su quattro sviluppa un tumore nel corso della vita, ma molti casi vengono diagnosticati in ritardo per la sottovalutazione dei segnali clinici. Il richiamo degli esperti in occasione della Giornata mondiale contro il cancro


Oncologia veterinaria, tumori in aumento: colpiscono un cane su quattro, diagnosi spesso tardiva

In Italia un cane adulto su quattro sviluppa un tumore nel corso della vita e la quota sale a circa il 50% nei soggetti con più di dieci anni. Nonostante l’elevata incidenza, molte neoplasie vengono ancora diagnosticate in fase avanzata, perché i segnali iniziali sono spesso attribuiti al normale invecchiamento. È quanto emerge dai dati rilanciati da AniCura in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.

Nei cani, le forme più frequenti sono i tumori mammari, i linfomi, i tumori cutanei come mastocitomi e melanomi, gli osteosarcomi e gli emangiosarcomi. Nei gatti prevalgono invece linfomi, tumori mammari e carcinomi a cellule squamose. Secondo gli specialisti, il progressivo aumento dell’aspettativa di vita degli animali da compagnia contribuisce a rendere il cancro una delle principali patologie croniche in ambito veterinario.

«Non mancano i segnali clinici, ma spesso vengono sottovalutati o considerati parte dell’invecchiamento», spiega Paola Valenti, medico veterinario specialista in Oncologia presso AniCura Clinica Veterinaria Malpensa. Tra i sintomi che meritano sempre una valutazione veterinaria rientrano perdita di appetito, dimagrimento rapido, masse o gonfiori, ferite che non guariscono e stanchezza eccessiva.

Il rischio oncologico è influenzato anche da fattori genetici e di razza. Golden retriever e boxer mostrano una maggiore predisposizione a linfomi, emangiosarcomi e mastocitomi, mentre razze di grande taglia come alano e san bernardo sono più esposte agli osteosarcomi. Un ruolo rilevante è svolto inoltre dai fattori ambientali e dallo stile di vita: esposizione prolungata al sole, obesità, sedentarietà e contatto con agenti chimici possono contribuire allo sviluppo di alcune neoplasie.

Sul fronte della prevenzione, gli esperti richiamano l’importanza dei controlli periodici, che dovrebbero diventare semestrali negli animali oltre i sette-otto anni, della sterilizzazione precoce nelle femmine per ridurre il rischio di tumori mammari e della vigilanza attiva da parte dei proprietari, attraverso l’osservazione regolare del corpo dell’animale. Lo screening con esami del sangue e indagini complementari può favorire l’identificazione precoce di alterazioni sospette.

Negli ultimi anni l’oncologia veterinaria ha registrato progressi significativi. «Oggi disponiamo di diverse opzioni terapeutiche, dalla chirurgia alla chemioterapia, dalla radioterapia all’immunoterapia», sottolinea Valenti. «La scelta del trattamento dipende dal tipo di tumore, dallo stadio e dalle condizioni generali dell’animale, ma la priorità resta sempre il mantenimento della qualità della vita, con protocolli adattati caso per caso».

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