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12 Ottobre 2026

Errori nella terapia veterinaria, uno studio individua le fasi più critiche e i farmaci coinvolti

Un’analisi di 87 casi ha identificato 148 errori legati alla terapia farmacologica, concentrati soprattutto nella decisione clinica e nel monitoraggio. Fans, antibatterici sistemici, sedativi e anestetici tra i medicinali più coinvolti


Errori nella terapia veterinaria, uno studio individua le fasi più critiche e i farmaci coinvolti

La sicurezza della terapia veterinaria passa dalla scelta del trattamento e dalla sorveglianza dei suoi effetti sul paziente. In uno studio pubblicato su Acta Veterinaria Scandinavica, il 57,4% degli errori farmacologici individuati si è verificato nella fase decisionale e il 25,6% durante il monitoraggio. L’omissione della somministrazione è risultata la singola tipologia più frequente, mentre il recupero dopo sedazione e anestesia emerge come un passaggio al quale dedicare particolare attenzione.

Il lavoro, condotto in Finlandia da ricercatori dell’Università di Helsinki, ha analizzato retrospettivamente la documentazione delle richieste di valutazione per sospetta malpractice esaminate tra il 2014 e il 2023 dall’organismo nazionale competente per i danni nella pratica veterinaria. 

Scelta della terapia e monitoraggio: dove si verificano gli errori

Sono stati inclusi 87 casi, nei quali sono stati identificati 148 errori: uno stesso caso poteva comprenderne più di uno. La decisione sul trattamento ha concentrato 85 errori, mentre il monitoraggio ne ha registrati 38. Alla fase di somministrazione sono stati attribuiti 10 errori, pari al 6,8% del totale. La classificazione distingue la decisione terapeutica dalla prescrizione, alla quale sono stati assegnati quattro errori.

L’omissione della somministrazione di un farmaco è stata rilevata 25 volte, il 16,9% degli errori. Seguono il monitoraggio inadeguato, con 20 errori (13,5%), la mancata considerazione delle controindicazioni e il dosaggio improprio, entrambi con 16 errori (10,8%). In altri 11 episodi (7,4%) le informazioni cliniche di partenza erano incomplete.

Il monitoraggio inadeguato riguardava frequentemente animali dimessi prematuramente dopo sedazione o anestesia, oppure ancora marcatamente sedati. La categoria comprendeva anche carenze nella sorveglianza dei trattamenti somministrati a domicilio. Gli autori suggeriscono protocolli standardizzati per assicurare un monitoraggio sufficiente dopo anestesia e sedazione, precisando che le condizioni del paziente e la complessità della procedura richiedono valutazioni individuali.

I farmaci coinvolti e gli esiti nei casi esaminati

Complessivamente sono stati registrati 223 medicinali coinvolti, poiché un singolo errore poteva interessare più farmaci. Le categorie più rappresentate erano gli antibatterici sistemici, con 33 registrazioni (14,8%), gli antinfiammatori e antireumatici, con 32 (14,3%), e gli anestetici, con 19 (8,5%). Nelle conclusioni, gli autori richiamano soprattutto FANS, antibatterici sistemici, sedativi e anestetici.

La maggiore presenza di questi medicinali può dipendere anche dal loro ampio utilizzo nella pratica clinica, come osservano i ricercatori.

In 19 degli 87 casi l’esito è stato fatale (21,8%); altri 19 hanno comportato danni gravi, comprese lesioni, prolungamento dell’ospedalizzazione o condizioni potenzialmente letali. Si tratta degli esiti nel campione di richieste di valutazione esaminato.

Prevenzione: procedure, formazione e comunicazione

Per gli autori, la prevenzione richiede una gestione del rischio basata sull’organizzazione dei processi. Le misure proposte comprendono linee guida terapeutiche, supporti elettronici alla decisione clinica, come strumenti per il calcolo delle dosi nelle diverse specie, formazione e adeguate risorse assistenziali.

Per l’anestesia vengono richiamate checklist, etichettatura chiara di farmaci e siringhe, disposizione standardizzata dei medicinali e procedure di verifica. Un ruolo centrale è attribuito alla comunicazione tra operatori e con i proprietari, insieme alla raccolta sistematica degli errori per individuare criticità e sviluppare interventi preventivi.

Fonte: Järvinen A. et al. “When good intentions go wrong: medication errors associated with adverse events in veterinary practice”. Acta Veterinaria Scandinavica, 2026;68:45. DOI: 10.1186/s13028-026-00885-2.

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