Animali selvatici
14 Dicembre 2022 Viene definito strumento funzionale al contenimento della fauna selvatica, a tutela della biodiversità. Ma derogando alla legge sulla caccia, l’emendamento desta preoccupazione.

Tra le righe, fitte, degli emendamenti alla legge di bilancio, accanto al fiorire di norme a tutela degli animali ecco spuntare un emendamento, che mette sull’avviso. Il suo obiettivo? Controllare e contenere le specie di fauna selvatica. Anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane e anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto. E la rassicurazione che tali attività di contenimento non costituiscono esercizio di attività venatoria, non basta a dissipare i dubbi. Perché, di fatto, l’emendamento 78.017- che è una deroga dichiarata all'articolo 13 della legge n° 157 dell’11 febbraio 1992- ammette “per le attività di abbattimento e di cattura l'uso di ogni strumento funzionale all'attuazione delle tecniche selettive". L’emendamento allarma l’OIPA che ne stigmatizza l’inserimento nella manovra di bilancio da parte di FdI, criticando anche la possibilità che gli animali abbattuti - previa verifica dell'idoneità al consumo alimentare mediante attività di ispezione e controllo igienico – possano essere immessi a disposizione della filiera commerciale.
“Siamo al Far West - commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto -. Un emendamento del genere apre alla mattanza indiscriminata della fauna mettendo inoltre a rischio la pubblica sicurezza e incolumità. Ogni anno, a fine stagione venatoria, si contano morti e feriti anche tra gli umani, cacciatori e non. Battute di caccia in aree protette, in città e in qualsiasi giorno dell’anno, moltiplicherebbe il fenomeno”.
E se l’emendamento fosse approvato? In questo caso l’OIPA si riserva di segnalarlo Corte di Giustizia ambientale europea.
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