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Animali da Compagnia

03 Agosto 2022

Della Valle: ricerca scientifica e cultura veterinaria, driver dell’innovazione nel pet care

Il pet care ha cambiato volto. Renato Della Valle, Ceo di Innovet, ce ne racconta l’evoluzione, fornendoci qualche anticipazione di quello che verrà.


Della Valle: ricerca scientifica e cultura veterinaria, driver dell’innovazione nel pet care

Innovet si occupa di Salute degli animali da compagnia da oltre 25 anni. Al dottor Della Valle, CEO dell’azienda abbiamo chiesto di raccontarci come – a suo avviso – si sia evoluto il mondo del pet care in Italia negli ultimi anni. “Quando siamo nati, nel 1996, respiravamo senz’altro un’aria differente – ammette della Valle. Il mercato dei farmaci e dei parafarmaci veterinari era ben lontano dal coprire interamente i bisogni di salute, anche essenziali, del cane e del gatto. Il medico veterinario utilizzava necessariamente prodotti sviluppati e registrati per altre specie (come, per esempio, per l’uomo). Anche il medico veterinario era prevalentemente, se non esclusivamente, un piccolo imprenditore di se stesso, titolare il più delle volte di un piccolo ambulatorio che gestiva da solo. Strutture ben diverse dalle moderne Cliniche Veterinarie, dotate di reparti specialistici che impiegano numerosi medici veterinari e strumentazioni diagnostiche d’avanguardia. Ma già all’ora, venticinque anni fa, si cominciava a respirare un’aria di cambiamento, o almeno di evoluzione del settore della salute animale. Nelle aree urbane del nostro Paese, il cane e il gatto erano radicalmente presenti come “animale di casa”. Parliamo ancora di un numero ristretto di famiglie italiane, ma già allora venivano espressi fortemente bisogni di salute di base. Mancavano però prodotti di salute specifici, che rispondessero alla domanda dei pochi appassionati e affezionati proprietari. Direi quindi che la radicale trasformazione del mercato del pet-care a cui abbiamo assistito negli anni è stata sostenuta da un fattore quantitativo prima ancora che qualitativo.

Negli anni la ‘pet-fever’ ha contagiato sempre più nuove famiglie, che si sono lasciate travolgere volentieri dall’amore verso un nuovo membro della famiglia con la coda. E, si sa, l’amore aumenta l’attenzione verso i bisogni dell’amato. Da questo nasce l’evoluzione qualitativa del mondo del pet-care soprattutto in ambito farmaceutico. La convivenza sempre più stretta con un pet, che in parte ha addirittura sostituito altri membri della famiglia (per motivi socioeconomici che sarebbe troppo lungo approfondire in questa sede), ha consentito l’aumento della sensibilità del proprietario verso altri bisogni di salute del proprio animale da compagnia. Si è passati dalla preoccupazione per i sintomi del cimurro, a quella per i segni di un invecchiamento cerebrale patologico (disfunzione cognitiva del cane/gatto anziano). In questa evoluzione della sensibilità del proprietario verso bisogni del pet, erroneamente considerati minori, un contributo fondamentale e determinante lo ha fornito l’industria. O meglio una certa (piccola) parte di industria che ha fondato la propria crescita, non sull’acquisizione di quote di mercati tradizionali maturi, ma sull’individuazione prima e lo sviluppo poi, di nicchie di mercato basate sui bisogni latenti ancora poco o del tutto inespressi. Ma per attuare tale strategia è necessario mettere in bilancio due centri di costo raramente presenti nell’industria veterinaria: la promozione di cultura veterinaria e la ricerca scientifica. La prima serve a slatentizzare il bisogno inespresso, la seconda ad affrontarlo in maniera seria con prodotti efficaci e sicuri, basati su evidenze scientifiche solide”.

In questo ambito di diffusione dell’innovazione nel mondo del pet-care, quali sono i cardini di R&S di Innovet per i prossimi anni?  

Direi che Innovet nell’ambito dell’innovazione veterinaria rappresenta nel nostro Paese un “caso di scuola” ancora oggi ineguagliato nonostante i numerosissimi tentativi di emulazione. Un esempio fra tutti? Il settore dei prodotti per l’artrosi del cane, o più in generale per la protezione delle articolazioni, nato alla fine degli anni ’90 grazie a Innovet e che oggi rappresenta il primo mercato dei parafarmaci dell’area pet con decine, se non centinaia, di prodotti copia, del tutto privi di innovazione. Ancora oggi Innovet rappresenta il leader del mercato grazie alla continua e costante attività di R&S che ha adeguato la propria risposta ai bisogni articolari del cane e del gatto, passando dal vecchio e stantio concetto di protezione delle cartilagini articolari - ad opera principalmente di glucosamina e condroitin solfato (condroprotezione) - ad approcci mirati a 360 gradi ai cardini patologici fondamentali dell’artrosi: non solo condrodegenerazione, ma anche infiammazione, stress ossidativo e soprattutto sensitizzazione algica (dolore). Abbiamo nel tempo capito, grazie anche alla collaborazione con grandi esponenti dell’ortopedia veterinaria come il Professor Carlo Maria Mortellaro o il Dr Aldo Vezzoni e molti altri esponenti di spicco di questo settore specialistico, che in una malattia progressiva come l’artrosi del cane, oltre a rallentare la degenerazione della cartilagine e modulare l’infiammazione, è necessario gestire i vari tipi di dolore che caratterizzano la malattia. Dolore infiammatorio che in alcuni momenti domina il disconfort articolare dell’animale, ma anche dolore neuropatico, che nelle fasi più croniche della malattia compromette pesantemente la qualità di vita del cane o del gatto colpito da artrosi. Da queste conoscenze nasce e si evolve continuamente, la nostra linea arthro system oggi basata non più solo su sostanze ad attività condroprotettiva, ma anche e soprattutto dalle rivoluzionarie Aliamidi - come PEA-q e PGA-cur - che si rivolgono al potenziamento di sistemi endogeni di modulazione del dolore e dell’infiammazione come il sistema endocannabinoide. E’ stato in pratica compiuto un vero e proprio salto in avanti che ci ha consentito di passare dal banale concetto di integrazione dei mattoni di costruzione di tessuti danneggiati (es. glicosamminoglicani), da una parte, o dal tradizionale approccio farmacologico volto a bloccare artificialmente i meccanismi patologici – con i tradizionali FANS o i più innovativi farmaci biologici che spengono in maniera più o meno precisa alcuni interruttori biologici della catena patologica –, dall’altra, a sistemi di modulazione fisiologica dei complessi e multifattoriali meccanismi che regolano l’omeostasi di cellule, tessuti e organi.

Questo approccio che voi definite “secondo Natura” siete riusciti ad applicarlo anche al di fuori del settore dell’artrosi?  

Sì certo. La nostra strategia di sviluppo “secondo Natura”, basata sulla modulazione e potenziamento dei sistemi endogeni di protezione e autoriparazione dell’organismo per favorire la guarigione in maniera più fisiologica possibile, anziché sul contrasto più o meno preciso dei meccanismi che sostengono le malattie, è alla base di tutto il nostro lungo e costante progetto di ricerca e sviluppo. L’abbiamo applicata a molte problematiche di salute dei pet. A partire dalla dermatologia dove grazie alla PEA-um riusciamo a controllare prurito e infiammazione cutanea del cane e del gatto, limitando l’utilizzo di farmaci e riducendone di conseguenza gli effetti collaterali; per arrivare alla prevenzione e al controllo della neuroinfiammazione centrale che caratterizza gli stati più o meno avanzati di invecchiamento patologico del cane e del gatto. Ma la nostra proposta di salute si estende a molti altri ambiti quali la salute del cavo orale (gengiviti, stomatiti, alitosi, …), l’apparato urinario con prodotti per la salute del rene e della vescica, il tratto gastrointestinale con approcci secondo Natura alla diarrea acuta e cronica. Senza tralasciare la salute degli occhi dove infiammazioni e carenze di lubrificazione minacciano la funzione visiva dei nostri pet. Il nostro obiettivo in tutti questi campi è sempre lo stesso: prendersi cura degli animali, del loro benessere e della loro qualità di vita, senza limitarsi a curare le loro malattie!  

Si parla tanto di prevenzione anche in ottica One Health: quali - sul tema - i must di Innovet?  

Essendo focalizzati sulla salute di cani e gatti la nostra visione del One Health è da sempre orientata al benessere e alla qualità della vita del nucleo familiare nel quale vive uno o più pet. Uno dei primi slogan scelti nei lontani anni ’90 era “Per il tuo Benessere la Salute dei tuoi Animali”. All’epoca sembravamo marziani: la salute del cane (meno ancora quella del gatto) non veniva ancora percepita come fattore di benessere dell’uomo. Ma oggi quello slogan appare quanto mai attuale; la salute del pet di famiglia è determinante per il benessere del o dei “2 zampe” che gli vivono accanto. Ma il concetto di salute non va estremizzato, mi spiego meglio. Un cane malato che fa soffrire emotivamente il proprietario non giova certo al suo benessere; ma è altrettanto vero che certi trattamenti (farmaci, ricoveri, iter diagnostici, …) volti a ripristinare lo stato di salute di un animale malato, a volte possono essere così invasivi e pesanti che pur con tutte le buone intenzioni, contribuiscono a peggiorare il benessere del proprietario. Ecco perché noi di Innovet riteniamo che cure più “dolci”, con valenza preventiva, siano da preferire per mantenere una situazione di sostanziale equilibrio, fisico, ma anche psichico. Direi che su questo punto però c’è ancora da fare moltissima strada, almeno nel nostro Paese. Vari fattori, non da ultimo la pressoché totale assenza di strumenti di sostegno delle spese veterinarie (mutua, assicurazioni, …) assieme alla penalizzazione fiscale della spesa delle famiglie italiane nei confronti dei prodotti di pet-care e pet-food, ostacolano o attenuano la disponibilità del proprietario di attuare attenti piani di prevenzione sanitaria dei propri pet. Si va dal veterinario solo quando la situazione si fa grave; e spesso è troppo tardi per interventi “dolci”.  In questo tutti gli attori della scena veterinaria, a partire agli stessi medici veterinari, ma coinvolgendo anche l’industria e la distribuzione, potrebbero (e dovrebbero) fare di più e meglio per sensibilizzare il proprietario di pet a prevenire le malattie del proprio animale.          

Ecco, appunto, a proposito di benessere animale: quali le strategie aziendali per coinvolgere a 360° veterinari e proprietari?  

La nostra azienda vede con grande favore i tentativi che alcune realtà veterinarie stanno facendo per promuovere la medicina preventiva. E il listino Innovet, come già anticipato, ne è un esempio lampante, con le varie proposte in ambito articolare, in ambito dermatologico e per quanto attiene al cavo orale. Fra le tante iniziative che Innovet mette in atto per sensibilizzare il proprietario verso la prevenzione e il benessere animale, vorrei menzionare il Mese della salute articolare tradizionalmente organizzato in molte strutture veterinarie in novembre e il Mese della prevenzione orale che organizziamo, sempre con i veterinari, nel mese di febbraio. Insomma, Innovet è da sempre al fianco del medico veterinario e della sua struttura per aumentare la sensibilità del proprietario nei confronti della salute del suo pet.    

TAG: CONDRODEGENERAZIONE, CONDROPROTEZIONE, INTERVISTA, INTERVISTA VET33, PET CARE, PREVENZIONE, INNOVET

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