Animali selvatici
19 Ottobre 2022 Frequenze più basse e meno possibilità di comunicare con i propri simili: ecco in che modo il cambiamento climatico rischia di ‘zittire’ il canto degli uccelli.

Piogge più rade, siccità diffusa crescente aridità. Siamo sempre più consapevoli degli effetti (irreversibili) che il cambiamento climatico rischia di innescare. E tutto questo rischia di coinvolgere numerosi habitat faunistici. Come quelli riproduttivi di molti uccelli. L'aumento dell'aridità, infatti, riduce le distanze di propagazione del suono (l'aria secca è un cattivo conduttore del suono rispetto all'aria umida), con un potenziale impatto sui paesaggi sonori dell'habitat. Ciò potrebbe portare a un'interruzione dei paesaggi sonori degli uccelli sotto forma di perdita della cultura vocale, ridotte opportunità di accoppiamento ed estinzione della popolazione locale. Partendo da questo assunto, l’Università dell’Oklahoma ha condotto un’indagine biologica per esaminare come i cambiamenti nell'aridità influenzeranno sia la propagazione del suono che la capacità degli uccelli di contattare con il canto i loro vicini. Per scoprirlo, i ricercatori hanno simulato una prateria virtuale, popolata di uccelli ugualmente virtuali, a ciascuno dei quali è stato assegnato un territorio prestabilito, dove riposare, muoversi o cantare. Il canto è stato regolato dalle medesime leggi fisiche del mondo reale: ovvero dotato di maggiore forza di propagazione in ambiente umido, minore nell'aria secca. Infine, i ricercatori hanno calcolato quanti di questi uccelli virtuali avrebbero potuto comunicare con successo con i loro sei vicini più prossimi in diversi scenari climatici. E’ emerso che in condizioni di siccità un numero significativamente inferiore di individui ha contattato con successo tutti i vicini. Evidente, dunque, che la desertificazione accompagnata da maggiore aridità, può alterare il paesaggio sonoro degli uccelli, in modo tale che la comunicazione vocale non funzioni più efficacemente per l'attrazione del compagno o la difesa del territorio. Tale simulazione – ha spiegato il biologo Jeremy Ross, e co-autore dello studio - suggerisce che la siccità è una "spada a triplo taglio". Non solo gli uccelli potrebbero cantare di meno e avere difficoltà a far sentire la propria voce, ma potrebbero anche dover dedicare più tempo alla ricerca dell'acqua, dedicando meno tempo alla costruzione del nido e alla ricerca del compagno. Erigere ripari all'ombra o stazioni d'acqua potrebbe supportarli nell’affrontare la siccità, ma non aiuterebbe le loro canzoni a propagarsi come un tempo.
Environmental conditions lead to shifts in individual communication, which can cause cascading effects on soundscape composition
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