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Animali da Reddito

31 Marzo 2022

Avifauna, detenzione illegale: 2500 sequestri

Giunta a conclusione l’operazione ‘l’Anello mancante’: i Carabinieri Forestali e i Nuclei Carabinieri CITES hanno effettuato 500 controlli con l’obiettivo di accertare la legale detenzione di avifauna. La campagna si è conclusa con 104 persone deferite all’Autorità giudiziaria, più di 2000 uccelli sequestrati e sanzioni amministrative per oltre 32 mila euro


Avifauna, detenzione illegale: 2500 sequestri

E’ giunta a conclusione l’operazione ‘L’Anello Mancante’, condotta dai Carabinieri Forestali, congiuntamente ai Nuclei Carabinieri CITES di tutta Italia (compreso il Nucleo CC CITES di Alessandria) e coordinata dal Reparto Operativo - Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a Danno degli Animali (S.O.A.R.D.A.) del Raggruppamento Carabinieri CITES. Nel corso dell’operazione sono stati effettuati a livello nazionale oltre 500 controlli, questo il bilancio: 104 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria, 2500 gli uccelli vivi rinvenuti e posti sotto sequestro; 44 le sanzioni amministrative per un importo di circa 32.000 euro. I controlli effettuati nel corso di 'lAanello mancante', hanno interessato prevalentemente allevatori di avifauna, anche particolarmente protetta, che alimentano il mercato degli uccelli da richiamo e quello ludico-ricreativo, anche riguardo a esemplari provenienti da altri paesi europei. L’obiettivo era quello di individuare eventuali contraffazioni o utilizzi abusivi dell’anello in metallo inamovibile di cui deve essere dotato ciascun animale detenuto legalmente.  

La fauna selvatica, infatti, è qualificata dall’ordinamento giuridico quale “patrimonio indisponibile dello Stato”, pertanto, la sua detenzione legale deve essere dimostrata tramite un cerchietto in metallo, che non abbia subito alcun tipo di manomissioni, infilato con una manovra assolutamente indolore al tarso dell’animale quando questo è ancora nidiaceo. Con la  crescita dell’animale, e quindi della zampa, l’anello risulterà non più sfilabile e unitamente alla documentazione prevista dalla normativa vigente ne attesterà la legittima detenzione. In altri termini, l’anello ha valenza di “Sigillo di Stato”, pertanto la contraffazione o l’uso abusivo si configurano come reati. I controlli finalizzati all’accertamento della regolarità dell’anello sono stati svolti congiuntamente a ornitologi accreditati inanellatori dall’Istituto Superiore per la Protezione e al Ricerca Ambientale (ISPRA) e a veterinari resi disponibili anche dalle associazioni ambientaliste Lipu, Legambiente, Cabs.  

Le pratiche illegali  

"Il numero di uccelli rinvenuti - spiegano i Carabinieri Forestali  - evidenzia un business illecito di particolare rilievo, considerato che il valore di mercato di un esemplare “da richiamo” può raggiungere anche i 500 euro".

Ma quali sono le pratiche illegali emerse durante i controlli?

Di fatto, a seguito di una cattura illegale di uccelli, si procede all’illecita apposizione di anelli identificativi contraffatti o inidonei, per poi passare successivamente alla commercializzazione degli animali come esemplari da richiamo per l’attività venatoria o a scopo amatoriale. Nel tentativo di “ripulire” gli animali destinati alla vendita, fraudolentemente, vengono inseriti al tarso degli uccelli anelli necessariamente contraffatti per potere riuscire a infilarli in quanto gli esemplari catturati hanno già superato i primi 10 giorni di vita, periodo in cui è consentita l’apposizione dell’anello. Quali reati si configurano?

I reati più ipotizzabili sono la frode in commercio, la contraffazione e l’uso abusivo di sigilli, la ricettazione e il maltrattamento animale (nel corso delle ispezioni è infatti emerso che alcuni esemplari presentavano lesioni traumatiche agli arti dovute alla manipolazione finalizzata all’inanellamento).

Quali sono le specie più a rischio?

Per lo più esemplari di uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette, come i fringillidi (Cardellini, Lucherini, Frosoni e Verdoni) che rimangono sistematicamente vittime di metodi di cattura illegali, quali reti, trappole, richiami acustici e colle, riuscendo a generare giri di affari nell’ordine di centinaia di migliaia di euro l’anno.

TAG: CARABINIERI FORESTALI, CITES, FRINGILLIDI

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