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03 Luglio 2024

Tartarughe in Liguria, cresce numero nidificazioni. Tra le cause l’aumento delle temperature

Dal 2021 a oggi sono quattro le nidificazioni di Caretta caretta accertate lungo le spiagge liguri. A originare il progressivo spostamento a nord è l’aumento delle temperature, che spinge le tartarughe verso nuove aree di deposizione

di Redazione Vet33


Tartarughe in Liguria, cresce numero nidificazioni. Tra le cause l’aumento delle temperature

La prima nidificazione di Caretta Caretta in Liguria è stata rilevata nel 2021 a Finale Ligure, la seconda nel 2022 a Levanto. Nelle ultime settimane sono state riscontrate altre due deposizioni, lungo il litorale di Laigueglia (20 giugno) e ad Arma di Taggia (27 giugno). L’aumento delle temperature sta spingendo queste tartarughe marine a migrare verso nord alla ricerca di condizioni ideali per la deposizione delle uova.


La specie
La Caretta caretta è una tartaruga marina tutelata dalla Direttiva Habitat, che vive nel Mediterraneo, ed è tra le specie più minacciate dalle azioni antropiche e dai cambiamenti climatici. Specie tipica delle regioni temperate, fino a pochi anni fa andava a nidificare esclusivamente nel Mediterraneo orientale. La Caretta caretta, durante la stagione estiva, va alla ricerca di una temperatura ideale della sabbia per la deposizione delle uova, in quanto la condizione termica influenza drasticamente sia il sesso dei nascituri sia il successo della schiusa. Questa speciedepone circa cento uova ed effettua in una stagione fino a quattro ovo-deposizioni, a distanza di dieci-quindici giorni una dall’altra Le uova vengono deposte nei primi mesi estivi e schiudono dopo circa 40-60 giorni a seconda della temperatura. I piccoli al momento della nascita misurano circa 5 cm e pesano in media 10-20 gr. La femmina raggiunge la maturità sessuale tra i 15 e i 25 anni e si avvicina alla costa solo per deporre in genere nella spiaggia dove è nata. Normalmente le schiuse avvengono di notte, ma può capitare che le piccole tartarughe facciano capolino da sotto la sabbia anche in pieno giorno.

I primi casi 
Dopo il primo caso del 2001 nel sud-est della Spagna, la Caretta caretta ha iniziato a spingersi sempre più a nord raggiungendo così anche le spiagge liguri. Il progressivo spostamento è stato influenzato dall’aumento delle temperature.
In Liguria in passato sono state registrate due nidificazioni: a Finale Ligure, nella spiaggia del Castelletto di San Donato (settembre 2021), dove erano state individuate tre piccole tartarughe marine dopo il momento della schiusa; a Levanto, sulla spiaggia libera (15 luglio 2022), dove un gruppo di ragazzi aveva assistito all’uscita dal mare di un esemplare di tartaruga e due guardie giurate, allertate dagli stessi, avevano assistito alla deposizione.
In questo secondo caso, il Gruppo Ligure Tartarughe Marine (Glit) – costituito dagli esperti dell’Acquario di Genova, di Arpal (Agenzia regionale per la protezione ambientale), dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Izsplv) e dell’Università di Genova – si era attivato insieme a Comune di Levanto, Carabinieri, Parco Nazionale delle Cinque Terre e Associazione Life on the sea ONLUS per il monitoraggio del nido, la sua messa in sicurezza e la sua gestione.

I casi recenti
Nella notte tra il 19 e il 20 giugno, a Laigueglia, intorno alle 00.45 una guardia giurata di turno ha notato un grosso esemplare di tartaruga Caretta caretta sulla battigia dei Bagni Diana che scavava una buca per deporre le uova. Dopo che l’esemplare ha terminato la deposizione, durata circa 4 ore, ed è tornato in mare, è stata allertata la Guardia Costiera che ha delimitato l’area, avvertito il gestore dei bagni, contattato l’associazione Delfini del Ponente, già attiva in zona sul tema in accordo con il Glit, e gli esperti dello stesso gruppo. La mattina seguente, i biologi dell’Acquario di Genova, coordinatore del Glit, e Arpal, si sono recati in loco per un sopralluogo, insieme all’Associazione Delfini del Ponente, verificato la posizione del nido e confermato la presenza delle uova. Gli esperti hanno quindi posizionato un data logger per la registrazione della temperatura, prelevato un campione di sedimento e condotto un’azione di formazione e sensibilizzazione di tutti i soggetti presenti (gestore dei bagni e staff, Comune di Laigueglia, bagnanti).
Pochi giorni dopo, una cittadina che stava passeggiando nella spiaggia di Arma di Taggia ha osservato delle forme anomale sulla sabbia vicino ai lettini di uno stabilimento balneare e ha compreso immediatamente che poteva trovarsi in presenza di un nido di tartaruga. Il Glit e l’associazione Delfini del Ponente si sono recati nel luogo indicato e hanno verificato l’effettiva presenza del nido. Anche qui è stato posizionato un data logger per la registrazione della temperatura, mentre i biologi Arpal hanno prelevato un campione di sedimento.

Il Glit
Il Gruppo Ligure Tartarughe è nato nel 2021 in occasione del ritrovamento accidentale del primo nido e di tre neonati di Caretta caretta a Finale Ligure. È composto da Arpal – settori Centro del Mare e Biodiversità, Acquario di Genova, Izsplv e Università di Genova – Distav. Il suo obiettivo è gestire e studiare le nidificazioni di questa specie, promuovere azioni di sensibilizzazione e informazione sulla corretta procedura di gestione di questo tipo di eventi.
Dopo i ritrovamenti, il gruppo coordina le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune, i gestori dei bagni e le Associazioni locali; inoltre, definisce la data di apertura del nido e coordina il prelievo dei dati utili a scopo tecnico-scientifico. Dal 40° al 45° giorno effettua il presidio pre-schiusa con sopralluoghi, preparazione del corridoio fino alla battigia e gestione delle luci. Nella fase di emersione, di solito nelle ore notturne, i volontari autorizzati sorvegliano il percorso, misurando e contando le tartarughe.

L’Izsplv
L’Izs di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha una lunga tradizione nel monitoraggio, ricerca e tutela dell’ambiente marino, grazie anche al Centro di Referenza nazionale per Indagini diagnostiche sui Mammiferi Marini spiaggiati (CReDIMA), che occupandosi normalmente di cetacei, presta, in un’ottica di One Health, attenzione all’ambiente marino in generale e alle altre specie che lo abitano per poter avere un quadro quanto più ambio della situazione.

Il Vademecum 
In caso di avvistamento delle tracce di tartaruga sulla spiaggia, di ritrovamento di un esemplare di tartaruga appena nato o di un nido, ecco la procedura individuata dagli esperti per un’ottimale gestione dell’evento.
● Chiamare il “Numero Blu” 1530 della Guardia Costiera (chiamata gratuita disponibile h24) per segnalare la scoperta di un nido o il ritrovamento degli esemplari
● Fotografare o riprendere il sito, le tracce e, se c’è, la tartaruga, senza flash e mai frontalmente, in silenzio per non spaventarla ed interrompere la nidificazione. Non toccare per alcun motivo, né la tartaruga adulta, né i piccoli.
● Avvisare il proprietario o concessionario dell’area. 
● Individuare il perimetro dello scavo, delimitandolo provvisoriamente, senza infilare bastoni o altro nella sabbia per non danneggiare le uova. 
● Spostare lettini e ombrelloni prima dell’arrivo dei turisti e transennare con un perimetro di sicurezza di almeno 3 metri. 
● Non pulire la zona con alcun mezzo, per non cancellare le tracce.
Anche in caso di avvistamenti di esemplari in deposizione sulla battigia, è necessario segnalare l’evento alla Guardia Costiera che, se necessario, attiverà la corretta procedura di intervento segnalando l’avvistamento all’Acquario di Genova.

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