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17 Giugno 2024

Cani e gatti, quanto costa mantenerne uno. Per il 79% degli italiani sono membri di famiglia. I dati Ipsos

Secondo uno studio Ipsos per l’Osservatorio Unipol, il 56% degli italiani possiede almeno un animale domestico, il più delle volte considerato un vero e proprio membro della famiglia. Cani e gatti sono visti come una fonte di compagnia e felicità, ma comportano anche dei costi significativi

di Redazione Vet33


Cani e gatti, quanto costa mantenerne uno. Per il 79% degli italiani sono membri di famiglia. I dati Ipsos

Una recente indagine, condotta dall’Osservatorio Unipol ed elaborata da Ipsos, ha rivelato che più della metà degli italiani (56%) possiede almeno un animale domestico, con i cani e i gatti che dominano la classifica delle preferenze (36% e 33%). Mentre il 79% dei proprietari considera il proprio animale domestico come membro della famiglia, con una percentuale che raggiunge l’85% tra i Millennial, le spese medie per mantenere un animale si aggirano attorno ai 65 euro al mese (780 l’anno), salendo a 69 euro per chi possiede cani o gatti. Infine, contando anche le spese sanitarie, che ammontano a circa 180 euro l’anno, il costo complessivo supera i 1.000 euro annui.

I dati

Secondo una recente ricerca di Changes Unipol elaborata da Ipsos sul rapporto tra italiani e animali domestici, la maggioranza degli italiani (56%) possiede almeno un animale domestico, soprattutto cani e gatti. Di questi, infatti, il 36% dichiara di avere almeno un cane, mentre il 33% possiede almeno un gatto. Il restante 44% degli italiani invece si divide tra chi non ha animali ma ne vorrebbe avere (20%) e chi ha scelto di non averne (24%). 
Il numero più alto di proprietari (60%) è costituito dalla Generazione X (41-56 anni), che ha maggiormente gatti (nel 41% dei casi), mentre la Gen Z (16-26 anni) preferisce i cani (41%). I Boomer (57-74 anni) sono quelli che mostrano il maggiore disinteresse, con il 32% che non li ha e non li vuole. Per i Millennial (27-40 anni) il possesso di animali è il più basso (52%), ma questa generazione registra anche il più alto desiderio di chi vorrebbe averne (24% contro la media nazionale del 20%).
Guardando alle città, quella che hanno la più alta percentuale di proprietari di animali domestici sono Torino (66% vs 56% di media) e Cagliari (64%). A Torino, Cagliari, Bari e Verona si hanno più cani, mentre a Roma e a Bologna maggiormente gatti.
Il 79% dei proprietari considera gli animali domestici a tutti gli effetti membri della famiglia, con una percentuale che raggiunge l’85% tra i Millennial, mentre per il 63% degli intervistati non sostituiscono un figlio. Il 28%, tuttavia, è convinto che ciò possa accadere, in quanto “un animale domestico viene trattato a tutti gli effetti come un figlio” (12%), “riempie un vuoto affettivo” (10%) oppure perché “gestire un animale domestico è più semplice rispetto ad un figlio” (9%). In questo caso, c’è un grande divario tra le generazioni più giovani, più favorevoli all’idea che un animale possa sostituire un figlio (36% Gen Z; 37% Millennial), e le generazioni più mature, che sono meno d’accordo (13% Boomer). Infine, 3 italiani su 4 (75%) sono convinti che le cause della denatalità del Paese non sono legate alla presenza di cani, gatti o altri animali domestici, a fronte di un 12% che la individua invece come concausa.
La spesa mensile per mantenere il proprio animale si attesta mediamente a attorno a 65 euro (escluse le spese per la salute e il veterinario), salendo a 69 euro tra chi possiede cani e gatti. Per quanto riguarda le spese sanitarie (vaccinazioni, visite, esami, interventi), la media annua è pari a 180 euro, che sale a 185 euro per chi ha cani e gatti, ma scende a 164 euro tra i residenti nelle aree metropolitane, portando il costo complessivo oltre i 1.000 euro l’anno. Le generazioni più giovani inoltre tendono a spendere di più per la salute dei loro animali.
Nella gran parte dei casi (92%), i proprietari affermano che il loro animale domestico non ha mai causato danni a persone o a cose. Nel fare un confronto, nel possedere un animale per gli italiani prevalgono i vantaggi sugli svantaggi: l’88% individua infatti degli aspetti positivi, mentre il 77% trova che ci sia almeno uno svantaggio. Nel dettaglio, i vantaggi prevalenti sono il fatto che gli animali fanno compagnia (48% dei casi, percentuale che sale al 56% nella generazione dei Boomers), portano felicità (46%) e migliorano la salute mentale (33%); il 9% indica tra i vantaggi la possibilità di farsi difendere da aggressioni. Tra gli svantaggi invece vengono individuati soprattutto le spese per tenerli in salute (26%), la necessità di trovare qualcuno che badi a loro in caso di assenza (26%) e il costo in termini di mantenimento (17%).
Circa 4 proprietari su 10 (38%) viaggiano spesso con il proprio animale, ma nelle aree metropolitane questa abitudine è più diffusa, con una percentuale che sale al 46%. Guardando alle generazioni, sono i Millennial a spostarsi maggiormente con il proprio animale (46% dei casi), mentre i Boomer lo fanno soltanto nel 34%. Le difficoltà nel viaggiare con gli animali sono diffuse, tanto che il 71% dei proprietari ne indica almeno una: i principali ostacoli citati sono il trasporto in sé dell’animale durante il viaggio (31% dei casi), la possibilità di trovare alloggi che accettano animali (28%) e la gestione delle esigenze dell’animale durante lo spostamento (28%).
Il possesso di un animale domestico si traduce anche in un impegno in termini di tempo e risorse da dedicare alla sua cura: più della metà (54%) dei proprietari impiega da 1 a 3 ore al giorno a questa attività, mentre l’11% si spinge fino a 5 ore e il 6% supera le supera; al contrario, il 27% dedica cure al proprio animale per meno di un’ora al giorno.

In conclusione, l’indagine evidenzia come, nonostante l’impegno e le spese, il legame affettivo tra gli italiani e i loro animali domestici sia forte e diffuso, confermando il ruolo centrale di cani e gatti nella maggioranza delle famiglie.

TAG: CANI, GATTI, IPSOS, OSSERVATORIO UNIPOL

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