Professione
29 Aprile 2024Il governo italiano ha varato la prima legge che comincia a mettere dei paletti per evitare che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale vada fuori controllo. Tra i settori interessati anche quello della sanità: il nuvolo provvedimento declina il regolamento europeo AI Act

Il governo italiano ha varato la prima legge che comincia a mettere dei paletti per evitare che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale vada fuori controllo. Dall’ingresso dell’Ia nei settori della giustizia e della sanità, all’accentramento della regia a Palazzo Chigi, il provvedimento declina il regolamento europeo AI Act lasciando l’uomo al centro di ogni processo decisionale.
La nuova legge
La nuova legge cerca, tra i suoi obiettivi primari, di attrarre gli esperti, estendemdo le agevolazioni fiscali per i rimpatriati anche a chi ha lavorato sull’Intelligenza artificiale all’estero. Inoltre, introduce un nuovo reato: la reclusione da 1 a 5 anni per chi crea un danno con la Ia.
Il Sottosegretario per l’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha spiegato che il ddl definisce chi elabora la strategia (Palazzo Chigi), chi monitora e vigila (l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che diventano Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale) e chi notifica e sanziona.
“Crediamo che sia un prodotto di buona qualità” – ha dichiarato Butti – “realizzato con la collaborazione di tutti” gli interessati, ministeri compresi.
Come annunciato dalla premier Giorgia Meloni lo scorso mese, l’Italia punta allo sviluppo dell’Ia con un miliardo di euro grazie all’impegno di Cdp, e in particolare di Cdp Venture Capital.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha spiegato che “si affronta anche il tema dell’impatto dell’Ia nel mondo delle imprese soprattutto tenendo conto che abbiamo oltre 4 milioni di Pmi che devono essere messe nelle condizioni di usare appieno queste tecnologie”.
Il provvedimento, ha detto Urso, “indirizza un miliardo di euro del fondo innovazione al venture capital gestito da Cdp da un lato per facilitare la nascita di start up e di far crescere start up esistenti che operano nell'Ia, e dall'altro per consentire la nascita di un campione nazionale cone fanno altri paesi Ue”.
Il ddl, suddiviso in 25 articoli, affida la regia sul tema a Palazzo Chigi. Oltre a una serie di norme a tutela del diritto d’autore, altre sono pensate per guidare la diffusione dell’Ia nel mondo del lavoro, ricordando che “è al servizio della persona ed è impiegata per migliorare le condizioni di lavoro”, anche se ha come obiettivo “accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività delle persone”. Viene poi disciplinata la sua introduzione nei diversi settori, ad esempio per semplificare e organizzare il lavoro giudiziario, precisando che il magistrato ha sempre la decisione finale “sull’interpretazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sulla adozione di ogni provvedimento”. Stesso ragionamento per sanità e pubblica amministrazione: l’Ia farà da “supporto” nei processi di prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica, lasciando al professionista sanitario ogni decisione.
CITATI: ADOLFO URSO, ALESSIO BUTTI
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