Ricerca
18 Marzo 2024 Alcuni ricercatori sudcoreani hanno sviluppato un alimento ibrido coltivando cellule di manzo in chicchi di riso. Si tratta di una ricerca importante che punta a trovare una fonte di proteine sostenibile, economica e poco inquinante

In Corea del Sud, un gruppo di ricercatori della Yonsei University di Seul ha sviluppato un metodo per ottenere un alimento ibrido, nutriente e saporito, che potrebbe diventare un’alternativa proteica più accessibile rispetto alla carne d’allevamento, con un’impronta di carbonio minore. Si tratta di manzo coltivato all’interno di chicchi di riso a partire da cellule staminali di muscolo e grasso animale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Matter.
Riso di manzo
Il professor Jinkee Hong che ha condotto la ricerca ha dichiarato che il “riso al manzo” è il primo prodotto del suo genere, realizzato utilizzando particelle di grano come base per la coltivazione di cellule muscolari e adipose animali.
I chicchi di riso sono stati trattati con enzimi per creare un ambiente ottimale per la crescita cellulare, quindi infusi con cellule bovine coltivate per ottenere il prodotto ibrido finale, che assomiglia a un chicco di riso rosato. Questi particolari chicchi di riso sono porosi e hanno strutture organizzate, che garantisco basi solide per ospitare le cellule di origine animale. Il gruppo di scienziati ha prima rivestito il riso con una gelatina di pesce, un ingrediente sicuro e commestibile che aiuta le cellule ad aderire meglio al riso. Le cellule staminali di muscolo e grasso di mucca sono state quindi seminate nel riso e lasciate in coltura nella piastra di Petri per circa 9-11 giorni. Il prodotto finale è un riso di manzo coltivato a cellule con gli ingredienti principali che soddisfano i requisiti di sicurezza alimentare e hanno un basso rischio di scatenare allergie alimentari.
Per studiare il riso di manzo, i ricercatori lo hanno cotto al vapore e hanno eseguito diverse analisi, osservando il suo valore nutrizionale, l’odore e la consistenza. I risultati mostrano che il riso ibrido contiene più proteine (+8%) e più grassi (+7%) rispetto al riso normale e ha una consistenza più solida e fragile. Inoltre, le proteine sono in parte di origine animale (18%), quindi ricche di amminoacidi essenziali. I risi ibridi con un contenuto muscolare più elevato hanno aromi che ricordano il manzo e le mandorle, mentre quelli con un contenuto di grassi più elevato la panna, il burro e l’olio di cocco.
“Immaginate di ottenere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno dal riso proteico coltivato in cellule” ha affermato Sohyeon Park, primo autore dell’articolo, che ha condotto lo studio sotto la guida di Jinkee Hong. “Il riso ha già un alto livello di nutrienti, ma l’aggiunta di cellule provenienti dal bestiame può aumentarlo ulteriormente”. “Di solito otteniamo le proteine di cui abbiamo bisogno dal bestiame – ha proseguito Park – ma la produzione di carne da bestiame consuma molte risorse, tra cui l'acqua, e rilascia molti gas serra”.
Il prodotto sviluppato dagli scienziati coreani ha un’impronta di carbonio significativamente bassa: ogni 100 grammi di proteine prodotte, si stima che il riso ibrido rilasci meno di 6,27 kg di CO2, mentre la carne bovina ne rilascia 49,89 kg. Se commercializzato, il riso ibrido potrebbe costare circa 2,23 dollari al chilogrammo, mentre la carne bovina costa 14,88 dollari.
Dato che il riso ibrido presenta bassi rischi per la sicurezza alimentare e un processo di produzione relativamente semplice, il gruppo di ricerca si è detto ottimista riguardo alla sua commercializzazione. Prima che il riso arrivi sul mercato, il gruppo di studiosi intende però creare nel chicco di riso migliori condizioni per la crescita delle cellule muscolari e grasse, così da aumentarne ulteriormente il valore nutrizionale.
“Non mi aspettavo che le cellule nel riso crescessero così bene” ha dichiarato Park. “Ora vedo un mondo di possibilità per questo alimento ibrido a base di cereali. Un giorno potrebbe servire come cibo di soccorso per le carestie, razioni militari o persino cibo spaziale” ha concluso l’autore dello studio.
Il team della Yonsei University non è il primo a lavorare a prodotti a base di carne coltivati in laboratorio. Le aziende di tutto il mondo hanno lanciato carne coltivata; uno degli ultimi progetti riguarda pollo e anguilla di origine vegetale coltivati a base di soia, commercializzati a Singapore. Rispetto ad altri prodotti, come la soia o la frutta secca, il riso ha un vantaggio in termini di sicurezza perché meno persone ne sono allergiche.
CITATI: JINKEE HONG, SOHYEON PARKSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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