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12 Febbraio 2024

Influenza aviaria, misure di controllo e sorveglianza aggiornate dal Ministero

Il Ministero della Salute, a causa dei continui casi rilevati per l’Europa e dell’intensificarsi dei rischi durante la stagione migratoria, ha diffuso le nuove misure per contenere la diffusione dell’influenza aviaria

di Redazione Vet33


Influenza aviaria, misure di controllo e sorveglianza aggiornate dal Ministero

È stato pubblicato dal Ministero della Salute il nuovo Dispositivo Dirigenziale recante “Ulteriori misure di controllo sorveglianza ed eradicazione per contenere la diffusione dell’influenza aviaria”. Tale documento è stato adottato in considerazione dell’intensificarsi del rischio di introduzione e diffusione dell’influenza aviaria durante la stagione migratoria negli allevamenti intensivi di pollame. Il provvedimento, già in atto, potrà subire delle variazioni in base all’evolversi della situazione epidemiologica e dei risultati delle attività di monitoraggio.

Le misure
Sono state pubblicate le misure di controllo e sorveglianza per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Il documento descrive i criteri per riconoscere i casi sospetti e l’iter sanitario da seguire dopo la segnalazione.  
Le Regioni o le Provincie autonome e il Servizio veterinario dell’ASL territorialmente competente, sulla base della situazione epidemiologica relativa all’influenza aviaria nei volatili selvatici e nel pollame e tenuto conto dei rischi connessi alle fasi migratorie, dispongono nelle aziende a carattere commerciale presenti nelle zone A e B misure per evitare il contatto del pollame e dei volatili in cattività tenuti all’aperto con volatili selvatici e misure di gestione di fiere, esposizioni, mostre e mercati di pollame e di “volatili ornamentali” (art.1).
Le Regioni o le Provincie autonome, sulla base dei report epidemiologici prodotti dal Centro di Referenza Nazionale (CRNIA), da EFSA, dagli Osservatori epidemiologici regionali nonché sulla base dei valori di prevalenza o incidenza della malattia adottano, nelle zone A e B del territorio di competenza, le seguenti misure:
 ● Per le regioni Veneto e Lombardia, una programmazione mensile da parte delle filiere dell’accasamento dei tacchini da carne, nel rispetto di criteri stabiliti per le aree omogenee definite dalle rispettive Regioni;
 ● Per tutte le Regioni e le Province autonome, l’effettuazione di controlli clinici e di laboratorio per l’invio agli impianti di macellazione di tacchini, ovaiole e anatidi provenienti da stabilimenti posti nelle zone B e di pollastre ovaiole per uova da consumo destinate all’accasamento provenienti da zone A e B e dirette in zone B secondo un protocollo concertato con il CRNIA; l’implementazione di un piano di monitoraggio su base campionaria concertato con il CRNIA negli allevamenti di tacchini da carne, nelle pollastre, nelle ovaiole in fase di deposizione, nei broiler e negli svezzatori presenti nelle zone B; l’adozione nelle zone B di misure riguardanti le modalità di trasporto di partite di animali vivi e di prodotti incluse le procedure di disinfezione nonché prescrizioni specifiche circa l’utilizzo e la tracciabilità di personale utilizzato per l’esecuzione di vaccinazioni, somministrazione di farmaci negli allevamenti di tacchini e pollastre e carico degli animali per il macello; l’implementazione di prescrizioni contenenti criteri per l’esecuzione di controlli laboratorio di volatili appartenenti alle specie target individuate dal CRNIA nei CRAS al momento del loro conferimento inclusi le modalità di ritiro, conferimento dei campioni agli Istituti Zooprofilattici, tempistiche di comunicazione dell’esito diagnostico e modalità di gestione degli stessi in attesa degli esiti; l’adozione di prescrizioni in materia di controlli clinici e di laboratorio, immissione e movimentazione di selvaggina da penna nelle zone A e B nonché i criteri per l’allevamento dei volatili negli stabilimenti che allevano selvaggina da penna; l’attuazione di prescrizioni relative alle modalità e tempistica per la verifica delle misure di biosicurezza negli allevamenti avicoli nonché tempistiche di aggiornamento della banca dati delle partite di pollame in ingresso e in uscita dagli stabilimenti, modalità di attuazione dello sfoltimento negli allevamenti di broiler nonché tempistiche relative allo svuotamento degli stabilimenti di tacchini per l’invio al macello e registrazione della mortalità in allevamento. 

Abbattimento e smaltimento (art.3) 
Le Regioni ad alto rischio (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria e Lazio) devono predisporre preventivamente contratti con Operatori specializzati per l’abbattimento degli animali che assicurino abbattimenti tempestivi nei focolai di Influenza aviaria o abbattimenti di tipo preventivo e un piano di gestione per lo smaltimento degli animali morti e/o abbattuti, nonché accordi con gli operatori specializzati per lo smaltimento (impianti di Biogas, termovalorizzatori o altre strutture) che assicurino in fase epidemica il rapido smaltimento delle carcasse prodotte.

Rilevamento precoce dei casi sospetti (art. 4)
Sul territorio nazionale e per tutte le specie avicole qualora in uno stabilimento si verifichino casi sospetti, gli operatori e i detentori degli animali devono prontamente segnalare quanto rilevato a un veterinario. Questi, ricevuta la segnalazione, deve informare il veterinario ufficiale ed effettuare ulteriori approfondimenti, tra cui il campionamento per l’esecuzione di esami presso un laboratorio ufficiale.
Anche nel caso in cui l’operatore sospetti l’influenza aviaria sulla base di sintomi clinici o esami post-mortem o di laboratorio, deve ugualmente notificare immediatamente il sospetto ad un veterinario ufficiale. Ricevuta la comunicazione di sospetto, il Servizio veterinario dell’ASL territorialmente competente effettuerà un sopralluogo presso l’azienda sospetta, verificando accuratamente tutti i parametri produttivi e prelevando campioni per la ricerca del virus costituiti da almeno 20 tamponi tracheali da soggetti morti e/o sintomatici e disvitali. Se non fosse possibile garantire tale numerosità campionaria, il campionamento dovrà essere effettuato sui soggetti morti e su tutti quelli malati presenti.
Ciascuna filiera deve possedere una procedura unica, sottoscritta e validata dalla Regione, che preveda la gestione dei flussi comunicativi e operativi in presenza di un caso sospetto. Nella procedura devono essere definite le responsabilità per la segnalazione dei casi al veterinario, la comunicazione interna alla filiera e alla ASL, le modalità di campionamento e l’adozione delle misure preliminari per il contenimento del rischio di diffusione dell’infezione.

Sorveglianza attiva e passiva (art. 5)
In ottemperanza al piano di sorveglianza nazionale 2024 per l’influenza aviaria, le Regioni ad alto rischio predispongono piani di sorveglianza attiva e passiva nei confronti degli uccelli acquatici migratori con particolare riguardo agli anatidi e agli uccelli svernanti in Italia.
I piani di sorveglianza attiva devono includere il prelievo di avifauna acquatica nelle aziende faunistico venatorie o agrituristiche venatorie, controlli su specie target individuate dal CRNIA e un’attività di campionamento nel corso di operazioni di studio e gestione dell’avifauna attraverso la collaborazione tra Istituti Zooprofilattici competenti per territorio e ISPRA.
I piani devono comprendere un’attività di sorveglianza passiva nei confronti di carnivori selvatici rinvenuti morti, in particolare nelle zone dove sono stati accertati casi di influenza aviaria in uccelli selvatici, prescrizioni in materia di controlli di laboratorio e gestione in presenza di morie di uccelli selvatici.
Inoltre, devono prevedere il coinvolgimento degli Osservatori Epidemiologici Regionali in caso di identificazione di virus HPAI in volatili e mammiferi selvatici al fine di valutare l’attuazione di piani di monitoraggio che consentano di escludere la circolazione di virus HPAI nel pollame.

Utilizzo richiami vivi (art. 6)
L’utilizzo dei richiami vivi sia in postazione fissa che temporanea appartenenti agli ordini degli Anseriformi e Caradriformi nelle zone A e B è regolamentato dalle Regioni ad alto rischio a condizione che gli stessi siano utilizzati nell’ambito delle attività di sorveglianza per l’Influenza aviaria. Queste regolamentano anche le modalità di autorizzazione ai fini di detenzione dei richiami, la loro tracciabilità e i controlli previsti per verificare l’osservanza alle norme previste e al “Protocollo operativo”.

TAG: HPAI, INFLUENZA AVIARIA, INFLUENZA AVIARIA HPAI, MINISTERO DELLA SALUTE

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