Suini
22 Gennaio 2024 Il Giappone ha deciso di riprendere le importazioni di carni suine italiane trattate termicamente. Due stabilimenti sono già stati autorizzati a importare i loro prodotti sul mercato nipponico

L’Italia può tornare a esportare i propri prodotti di carne suina in Giappone. È stato rimosso il divieto che lo impediva, a causa dell’epidemia di Peste suina africana. Due stabilimenti in Emilia-Romagna sono già stati autorizzati.
I negoziati
Il primo accordo tra i servizi veterinari del nostro Ministero della Salute e quelli del Ministry of Agriculture, Forestry and Fisheries del Giappone risalgono a maggio 2023. Da allora è continuata la discussione per la rimozione del bando totale delle esportazioni di carne suina dall’Italia, imposto a causa dell’insorgenza dei casi di Psa nel nostro Paese. Giovedì 18 gennaio 2024 si è conclusa la procedura che autorizza i primi due stabilimenti italiani a esportare carni e prodotti a base di carne suina sottoposti a trattamento termico.
Si tratta di un risultato molto importante perché testimonia gli eccellenti rapporti tra Italia e Giappone nell’ambito del “Partenariato Strategico” definito a gennaio 2023 dai due Primi Ministri, Giorgia Meloni e Fumio Kishida.
I prossimi passi
L’obiettivo è ora ampliare velocemente la lista degli stabilimenti italiani autorizzati all’esportazione di questo tipo di prodotti, per sostenere l’export italiano nel settore agroalimentare nell’importante mercato giapponese. A breve, infatti, è attesa la designazione di altri tre stabilimenti già visitati a settembre dalla delegazione giapponese. E altri ancora sono già stati proposti dal Ministero della Salute.
Inoltre, si punta ora a riaprire il mercato anche ai prodotti stagionati, in particolare a prosciutti stagionati oltre i 400 giorni come Parma e San Daniele. Gli uffici veterinari del Ministero della Salute hanno ricevuto il questionario per la raccolta delle informazioni necessarie all’avvio da parte del Giappone del processo di valutazione del rischio finalizzato alla rimozione del bando per i prodotti stagionati.
“Un risultato importante per il sistema italiano e per l’intero sistema delle Denominazioni di origine protetta dell’Emilia-Romagna” ha dichiarato Alessio Mammi, Assessore regionale all’Agricoltura e alimentazione. “Secondo il rapporto Ismea Qualivita 2023 le Dop derivanti da carne suina nella nostra regione valgono quasi 1,5 miliardi di euro, oltre a tutta la restante produzione”.
CITATI: ALESSIO MAMMI, FUMIO KISHIDA, GIORGIA MELONISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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