Alert sanitari
13 Ottobre 2023 Un rapporto dell’Efsa individua le strategie ottimali per affrontare un problema, quello dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, che affligge l’Europa da anni

Vaccinazione preventiva e vaccinazione protettiva d’emergenza in caso di un focolaio. Queste alcune delle indicazioni fornite da un rapporto Efsa per affrontare l’epidemia di influenza aviaria sempre più diffusa in Europa.
Negli ultimi anni l’Unione europea ha subito un’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) negli uccelli selvatici e domestici. Solo nei primi mesi del 2023 ci sono stati diversi casi che hanno portato a una maggiore attenzione da parte della autorità anche in Italia. In particolare, le aree con una densa popolazione di allevamenti avicoli sono più a rischio di trasmissione. Per questo motivo, la vaccinazione può diventare una misura da considerare in aggiunta a quelle già attuate (sorveglianza, biosicurezza e diagnosi precoce) per prevenire e controllare la diffusione dell’influenza aviaria.
Il lavoro dell’Efsa: il contesto di riferimento e i dati analizzati
La Commissione europea ha chiesto una panoramica dei vaccini Hpai disponibili, la loro efficacia contro i virus attualmente in circolazione e una valutazione di vari modelli di vaccinazione per individuare possibili strategie di vaccinazione. L’Efsa è stata inoltre incaricata di valutare le misure di sorveglianza e di attenuazione dei rischi nelle aree e nelle aziende agricole vaccinate.
Un primo parere scientifico sull’argomento risale al 2007. Le informazioni sui vaccini disponibili e sulle loro caratteristiche sono state raccolte attraverso:
L’efficacia delle strategie di vaccinazione è stata quindi simulata utilizzando modelli matematici. I dati alla base di questo passaggio sono stati la letteratura pubblicata (senza restrizioni sulla lingua di pubblicazione o sull’ubicazione dello studio), quelli ricavati dall’indagine sopra citata e quelli sulla popolazione avicola, sui focolai di Hpai e sull’abbattimento preventivo ottenuti da Francia, Italia e Paesi Bassi.
Riguardo alle limitazioni della ricerca, va evidenziato che i dati su efficacia e durata della protezione dei vaccini disponibili contro l’Hpai sono non armonizzati e pochi; pertanto, la descrizione dettagliata e il confronto di questi vaccini non è possibile. Pochi vaccini sono stati testati su specie di pollame diverse dai polli e gli studi sul campo sull’efficacia della vaccinazione per fermare la trasmissione del virus sono scarsi.
I risultati dello studio e le loro implicazioni
Alla fine dei lavori, sono state fornite informazioni aggiornate sui tipi e sulle caratteristiche dei vaccini disponibili contro l’Hpai, sulle strategie per il controllo nel pollame e raccomandazioni per i futuri studi scientifici.
Allo stato attuale, esiste un solo vaccino autorizzato per i polli all’interno dell’Ue e si applica la vaccinazione protettiva di emergenza nelle aree intorno a un focolaio e la vaccinazione preventiva nelle aree e nelle aziende in cui l’infezione non è ancora presente.
L’obiettivo principale dell’Efsa è informare i responsabili politici degli Stati membri dell’Eu e i gestori del rischio in merito alle potenziali strategie di prevenzione e controllo dell’HPAI, così da consentir loro decisioni informate sulla prevenzione e sul controllo delle epidemie.
Le raccomandazioni da seguire
L’Efsa raccomanda ai decisori politici e ai gestori del rischio:
Il parere scientifico dell’Efsa contiene inoltre raccomandazioni per la comunità scientifica per futuri studi sui vaccini Hpai in termini di tipi di vaccini da sviluppare e per quali specie di uccelli, gli aspetti dei vaccini da ricercare e il tipo di studi che dovrebbero essere condotti.
Fonti:
Vaccinazione del pollame contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità — Parte 1. Vaccini disponibili e strategie di vaccinazione
https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.8271
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