Animali da Reddito
24 Luglio 2023 Secondo i veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e dell’Ulss 8 Berica c'è l’ingestione di sorgo selvatico alla base dell’intossicazione di bovini nel comune di Gambugliano.

Sorgo selvatico, ingestione fatale per una mandria di bovini del vicentino. Questa la conclusione cui sono giunti i veterinari dell’IZSVe e della ULSS Berica.
Partiamo dai fatti.
Tutto è iniziato lo scorso 3 luglio. Quando, dopo aver pascolato per circa 1 ora, un gruppo di 55 bovine da latte ha cominciato a mostrare sintomi neurologici acuti: barcollamento, tremori, decubito permanente e irrigidimento degli arti.
Dopo gli esiti negativi degli esami tossicologici su campioni biologici, si è fatto strada il sospetto di un’ingestione di piante tossiche.
In effetti, in loco, era abbondante la presenza di sorgo selvatico, noto anche come sorghetta. Una pianta che in determinate condizioni ambientali può sviluppare la durrina, a cui i bovini sono più sensibili poiché l’ambiente ruminale favorisce la liberazione dell’acido cianidrico da parte di questa sostanza. 13 i capi deceduti entro il giorno successivo, mentre gli altri capi si sono completamente ristabiliti. Successivi controlli sulle piante di sorgo selvatico prelevate dal pascolo rivelarono una quantità di cianuri, inferiore alla dose prevista per le materie prime vegetali dal Piano Nazionale Alimentazione Animale 2022-2023.
Intercorso il tempo necessario allo smaltimento della sostanza, le autorità sanitarie – stabilito un periodo di monitoraggio delle bovine- hanno comunque riammesso il latte prodotto dall’azienda agricola alla trasformazione casearia.
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