Cani
12 Maggio 2023 A lanciare l’allarme è la British Small Animal Veterinary Association (BSAVA) che consiglia ai veterinari e ai proprietari di cani di tenere sempre alta la guardia.

Zecche e malattie ad esse connesse: si alza il livello di attenzione anche nel Regno Unito dopo che un recente studio ha evidenziato alcuni casi di infezione da malattie non endemiche trasmesse dalle zecche. E questo anche in cani che non erano stati all'estero.
Esaminando 76 cani con malattie trasmesse dalle zecche, lo studio ha infatti rilevato che a più della metà di essi è stata diagnosticata l'ehrlichiosi o la babesiosi, malattie entrambe non endemiche nel Regno Unito.
Accanto a queste sono state pure diagnosticate la borreliosi di Lyme e l'anaplasmosi. E in 14 cani sono state identificate delle co-infezioni.
L’aspetto più notevole e che ha messo in allarme la BSAVA è stato il fatto che non tutti i cani positivi alle infezioni avesse viaggiato in aree endemiche: tre dei cani con diagnosi di ehrlichiosi, uno infetto da Babesia canis e uno da Babesia vulpes non avevano infatti alcuna storia di viaggio.
Le infezioni devono dunque spiegarsi altrimenti. E i riflettori, vanno allora puntati sul recente aumento del numero di cani importati nel Regno Unito dall'Europa continentale, che può aver favorito l’ingresso nel Regno Unito di malattie trasmesse dalle zecche.
Questi casi quindi si potrebbero spiegare come il risultato di una trasmissione locale (che potrebbe trovare un ulteriore catalizzare nell’aumento delle temperature a livello globale).
Per questo, il consiglio di BSAVA ai veterinari è duplice: non escludere a priori malattie trasmesse da zecche anche in cani che non hanno viaggiato, rimanere vigili sulle malattie trasmesse da zecche durante il trattamento di cani importati o viaggiati al di fuori del Regno Unito. Rimuovere prontamente i parassiti quando vengano trovati e ricorrere a validi repellenti, si confermano azioni fondamentali.
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