Cani
13 Marzo 2023 Comprendere il ruolo dei neurotrasmettitori può aiutare nel trattamento del deficit di attenzione e dell’iperattività nei cani.

Il disturbo da deficit di attenzione e da iperattività (ADHD) è un disturbo dello sviluppo neurologico relativamente comune che colpisce principalmente bambini e adolescenti. Si è tuttavia visto che come gli umani, anche i cani possono soffrire di comportamenti simili all'ADHD, ma ad oggi, in merito, ci sono pochi studi su questa condizione. In considerazione del fatto che l'ADHD ha una fisiopatologia molto complessa in cui sono coinvolti molti neurotrasmettitori, un recente studio spagnolo ha scelto di analizzare i livelli sierici di serotonina dopamina in cani con segni simili a quelli presentati nei pazienti umani con ADHD. Gli animali sono stati valutati clinicamente (rispetto ai cani di controllo) attraverso diverse scale comportamentali.
Sono stati studiati cinquantotto cani, di cui trentasei sono stati classificati come simili all'ADHD dopo valutazioni fisiche e comportamentali. Inoltre, i proprietari dei cani hanno eseguito una serie di questionari convalidati scientificamente che includevano C-BARQ, la scala di valutazione dell'impulsività del cane e la scala di valutazione del cane-ADHD. Il siero di ogni animale è stato raccolto dopo le valutazioni comportamentali e analizzato con test ELISA commerciali per la determinazione della serotonina e della dopamina. I cani clinicamente classificati come simili all'ADHD hanno mostrato concentrazioni più basse di serotonina e dopamina. Inoltre, i livelli di serotonina e dopamina erano anche collegati ad aggressività, iperattività e impulsività. La diminuzione delle concentrazioni di serotonina era anche correlata alla paura, all'attaccamento e alla sensibilità al tatto. Questa scoperta può essere utile per contribuire allo studio della diagnosi e del trattamento di questo disturbo nei cani. I comportamenti associati all'ADHD possono interrompere la normale convivenza dei cani nelle loro case e contribuire all'abbandono, che continua a essere un grave problema sociale e di benessere degli animali oggi.
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