piccoli roditori
23 Giugno 2022 Il criceto è un animale domestico molto popolare in tutto il mondo, ma ci sono prove limitate sui suoi problemi di salute generali. Lo studio VetCompass, realizzato su 16.605 cartelle cliniche anonime, propone alcune nuove evidenze.

Dal laboratorio alle pareti domestiche. Una parabola ‘ascendente’ quella del criceto domestico. Tuttavia, nonostante la grande popolarità conquistata come animale da compagnia, non è ancora molto quello che di lui (e delle patologie da cui è affetto) si conosce. Innanzitutto, perché la probabilità che un criceto venga sottoposto a visita veterinaria è decisamente più bassa rispetto ad altri animali da compagnia come cani o gatti. Inoltre, maneggiare un criceto non è sempre facile viste le dimensioni e la sua propensione al morso. In aggiunta, in quanto preda, si è evoluto per nascondere i segni di malattia, e quindi il riconoscimento precoce dei problemi è spesso difficile. Infine, ciò che sulla sua salute si è appurato osservandolo in qualità di cavia da laboratorio, può oggi risultare incompleto e obsoleto alla luce delle nuove sollecitazioni e delle nuove cause di stress cui il criceto viene sottoposto nell’habitat domestico. Ne consegue che la letteratura è scarsa, relativa per lo più a casi individuali e con pochi studi retrospettivi. Per cominciare a colmare tale lacuna, un recente studio VetCompass si è proposto di individuare, in criceti da compagnia sottoposti a cure veterinarie primarie nel Regno Unito, i disturbi comunemente diagnosticati e le cause di mortalità, con un focus particolare su quelli siriani (dorati) in rapporto ad altre razze. L’obiettivo dello studio è quello di fornire un insieme di prove utili a definire le priorità dei disturbi in base alla loro prevalenza, così da aiutare veterinari e proprietari ad adottare gli approcci migliori. I disturbi più diffusi.
Lo studio ha evidenziato che l'88,07% dei 16.605 criceti accusava almeno un disturbo. E tra questi la percentuale femminile era leggermente più elevata. La lesione traumatica, colpendo il 15,41% dei criceti, rappresentava il disturbo più comune, sebbene i siriani avessero probabilità inferiori rispetto agli altri. L'enteropatia, interessando l’11,26% dei criceti, è risultato il secondo disturbo più diffuso. La ‘coda bagnata’ era il disturbo di livello preciso più comune riportato e anche la più frequente causa di morte. Con tale espressione ci si riferisce tecnicamente all'ileite proliferativa, causata da L. intracellularis, tuttavia, la definizione viene spesso usata in senso più estensivo per indicare qualsiasi forma di diarrea nei criceti, indipendentemente dalla causa, ed anche qualsiasi imbrattamento perineale dovuto alle scariche delle vie urinarie o del tratto riproduttivo. Ulteriori ricerche sarebbero necessarie per determinare la reale prevalenza dell'ileite proliferativa di per sé rispetto ad altre eziologie. I disturbi oftalmologici sono stati individuati nell'11,13% del campione, con una prevalenza di congiuntivite e secrezione oculare. Un po’ più bassa (9,05%) l’incidenza di problemi dermatologici, tra cui alopecia e lesioni cutanee non specificate. Ferite da morso, neoplasie, rogna e piodermite secondaria sono le lesioni cutanee più comunemente riportate. Incuria e superficialità nella cura degli animali potrebbero poi essere alla base di problemi come unghie (4,13%) e incisivi (3,98%) troppo cresciuti. Inoltre, sono stati evidenziati casi di piometra e disturbi del tratto urinario. Infine, per quanto attiene alla mortalità, lo studio ha notato che in tutti i criceti sottoposti a cure veterinarie la morte interveniva a un'età media di 1,75 anni. Un’informazione utile in quanto può aiutare i veterinari a costruire aspettative realistiche per i proprietari di criceti e i proprietari ad accettare la necessità dell'eutanasia quando raccomandato dal loro veterinario.
Rhee, B., Mahbubur, R.M., Jin, C. et al. Evaluation of safety and anti-obesity effects of DWP16001 in naturally obese dogs. BMC Vet Res 18, 237 (2022). https://doi.org/10.1186/s12917-022-03324-2
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