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20 Marzo 2024

Roditori da compagnia. Indicazioni per un corretto esame clinico della cavia

Quali sono i principali e più importanti segnali di malattia di una cavia? Quali elementi devono essere raccolti per fare un’accurata anamnesi? Come si deve eseguire l’esame clinico? A queste domande risponde Marta Avanzi nel suo nuovo volume 
 


Roditori da compagnia. Indicazioni per un corretto esame clinico della cavia

Il volume La cavia e il criceto. Nuovi animali da compagnia tratta in maniera completa anatomia, fisiologia, gestione, cure, patologie e terapie della cavia e dei criceti, che rappresentano i roditori di più comune riscontro nella pratica clinica. Come abbiamo visto, le Cavie hanno peculiarità fisiologiche e di gestione comportamentale che devono essere affrontate con un approccio clinico e terapeutico specifico. Per l’esame clinico si deve considerare il comportamento normale dell’animale e può essere utile, soprattutto durante la prima visita, osservare per alcuni minuti la cavia indisturbata.


Anamnesi 
Un’accurata anamnesi deve raccogliere tutte le informazioni pertinenti sull’età, la gestione, l’alimentazione, lo stato riproduttivo, i sintomi manifestati, eventuali trattamenti già intrapresi e il loro esito, precedenti problemi di salute ecc.
Elementi dell’anamnesi: 
● origine (negozio, adozione, nata in casa…); 
● da quanto tempo la si possiede; 
● età, sesso, se sterilizzata; 
● razza; 
● presenza di altre cavie nel luogo in cui abita, di quale sesso e loro stato di salute; 
● vivacità, alterazioni del normale comportamento; 
● tipo di alloggio, dimensioni, elementi di arredo; 
● tipo di fondo; 
● igiene; 
● possibilità di essere lasciata libera fuori dalla gabbia; 
● alimentazione (tipo e quantità, alimenti effettiva­mente assunti, premi occasionali); 
● come viene fornita l’acqua, igiene dei recipienti; 
● aspetto delle feci; 
● segni anomali, data di insorgenza, andamento; 
● eventuali terapie già effettuate; 
● precedenti problemi di salute. 

Esame clinico 
Per riconoscere i segni e i comportamenti anormali, è necessario avere familiarità con il comportamento, l’anatomia e la fisiologia normali della cavia. In caso contrario, sarà difficile o impossibile identificare eventuali problemi.
Quando una cavia viene visitata per la prima vol­ta, è utile chiedere al proprietario di portare la gabbia in cui viene alloggiato il roditore (se possibile), per osservare se la gestione è corretta. In questo modo si può vedere se la lettiera e il grado di igiene sono ade­guati, se sono presenti elementi di arredo come la casetta e altri nascondigli, il tipo di alimentazione, se vengono offerti eventuali snack, l’aspetto delle feci. Se l’ambiente è costituito da un ampio recinto, è utile poter osservare delle foto. 
Per prima cosa si deve osservare per alcuni minuti la cavia indisturbata, per valutarne il comportamento e lo stato del sensorio, l’attività, l’aspetto generale, il respiro, lo stato del mantello, il modo di camminare. Nel frattempo, si raccoglie l’anamnesi e si compila la scheda clinica. Le cavie, se osservate direttamente, possono cercare di nascondere i segni di malattia; pertanto, è utile farlo mentre non se ne accorgono. Ovviamente, se la cavia viene portata alla visita recli­nata su un lato, va visitata immediatamente. 
La visita vera e propria si esegue sul tavolo coperto da un asciugamano o un tappetino per evitare che l’animale scivoli. Alcune cavie sono del tutto a loro agio durante la visita, si lasciano carezzare senza mo­strare paura e accettano il cibo, altre sono in preda al panico. Le cavie spaventate, in genere, si immobilizzano completamente, ma potrebbero anche tentare la fuga e cadere dal tavolo; quindi, è sempre opportuno controllarle con una mano. 
Il peso va valutato con una bilancia di precisione che mi­sura i grammi. Registrare il peso, e in particolare il suo andamento, è molto importante per monitorare le condizioni dell’animale. Si valuta lo stato corporeo, assegnando un valore da 1 (emaciato) a 5 (obeso), con 3 come valore ideale. 
È consigliabile ottenere la frequenza cardiaca e quella respiratoria appena si inizia la visita; se appaiono molto elevate, si può ripetere la valutazione alla fine della visita. 
La temperatura corporea normale è di 38-39,5 °C. Non è utile rilevare la temperatura rettale nei soggetti clinicamente sani, ma questo dato è un importante indicatore prognostico in quelli malati. Uno studio ha dimostrato che l’ipotermia (un valore inferiore a 37,9 °C) comporta un rischio di mortalità entro 7 giorni tre volte maggiore rispetto ai soggetti normotermici. Per ogni 0,5 °C di diminuzione di temperatura corporea, la probabilità di morte aumenta di 1,6 volte. 
Gli occhi devono essere puliti, senza secrezioni, la cornea trasparente. La congiuntiva non deve essere visibile. Le narici devono essere puli­te e prive di scolo. La faccia esterna dei padiglioni auricolari ha una scarsa copertura di pelo ed è presente un’area di cute glabra posteriormente al padiglione. L’interno del padiglione e il condotto uditi­vo possono presentare un certo grado di seborrea, con desquamazione e cerume che sono reperti normali. La porzione cartilaginea del condotto uditivo è lunga e tortuosa, quindi il timpano non è visualizzabile. La cute della bocca non deve presentare croste o segni di scialorrea. Si possono osservare subito gli incisivi, scostando le labbra, ma è pre­feribile riservare l’esame intraorale al termine della visita. Si palpa la mandibola per rilevare irregolarità dovute all’allungamento patologico dei molariformi. 
Si esaminano con cura i quattro arti, comprese la superficie inferiore e le unghie. Se la cavia è tenuta su un fondo troppo duro, spesso presenta eritema dei cuscinetti e unghie distorte ed eccessiva­mente lunghe. Si osserva l’area genitale, in particolare il sacco perineale (la piega cutanea in cui si apre l’ano), che può presentare materiale estra­neo come segatura, frammenti di fieno o erba, o ac­cumulo di sebo nei maschi adulti. 
Nei soggetti giovani che vivono con un’altra cavia, è particolarmente importante accertare il sesso, per evitare gravidanze precoci e indesiderate. La distan­za ano-genitale è simile, ma il maschio ha il prepuzio con un’apertura rotondeggiante, men­tre nella femmina si osserva una struttura a forma di “Y”, costituita dalla papilla uretrale e dalla vulva chiusa da una membrana.  
Si palpa l’addome con delicatezza. Sia nel ma­schio sia nella femmina occorre esaminare le ghian­dole mammarie per escludere la presenza di neopla­sie. Si esamina l’intero mantello e si palpa la cute sot­tostante alla ricerca di parassiti, lendini, croste, alo­pecia, eritema, neoformazioni. 
Lo stato di idratazione si valuta in modo appros­simativo osservando se gli occhi sono infossati e la cute manca di turgore. Le mucose orali devono essere rosee e umide; il tempo di riempimento capil­lare è di 1-2 secondi.
L’esame della dentatura inizia dagli incisivi, che devono avere struttura, lunghezza e occlusione re­golari. Una malocclusione degli incisivi può essere causata da un trauma, ma in genere è secondaria alla malocclusione dei molariformi, per un loro allungamento eccessivo. L’esa­me preliminare del cavo orale si può eseguire sul paziente sveglio con un otoscopio. 
Spes­so le cavie trattengono nel cavo orale una poltiglia di cibo masticato che ostacola la visione della dentatu­ra e che può essere rimossa con bastoncini cotonati. Se si notano anomalie dentali è necessario indagarle in anestesia ed effettuare radiografie della testa. 
Se necessario, si approfondisce l’esame clinico con test diagnostici (esami fecali, ematici, radiogra­fici ecc.).

Malattie
Segni importanti di malattia sono:
● appetito ridotto o assente;
● perdita di peso;
● pelo arruffato;
● scolo oculare e nasale;
● perineo imbrattato, diarrea;
● riluttanza a muoversi;
● letargia e disinteresse all’ambiente;
● scialorrea e pelo della gola imbrattato di saliva;
● malocclusione degli incisivi.

Per saperne di più: https://www.edizioniedra.it/La_cavia_e_il_criceto_.aspx

A cura di Grazia Lapaglia

CITATI: MARTA AVANZI
TAG: CAVIE, CRICETI, ESAME CLINICO, RODITORI

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