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Animali selvatici

01 Marzo 2024

Biocidi anti-roditori: lupo grigio a rischio tossicità da anticoagulanti. Uno studio dell’Izsler

Uno studio compiuto da diversi ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia-Romagna dimostra una diffusa presenza di Rodenticidi Anticoagulanti in un grande mammifero carnivoro come il lupo. Tali biocidi stanno risalendo la piramide alimentare, colpendo specie non target, tra cui animali selvatici appartenenti a categorie protette

di Redazione Vet33


Biocidi anti-roditori: lupo grigio a rischio tossicità da anticoagulanti. Uno studio dell’Izsler

Uno studio, pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, che ha visto la collaborazione di molti ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler), ha dimostrato la diffusa positività nel lupo grigio (Canis lupus) ai Rodenticidi Anticoagulanti in Italia, sintomo della penetrazione di queste sostanze nelle reti alimentari, tra ambiente ed ecosistema. I risultati indicano che le pratiche di controllo dei roditori basate sull’uso di composti chimici non sono realmente selettive, ma possono determinare una contaminazione diffusa di specie no-target, spesso protette o con uno stato di conservazione non sempre ottimale.


Anticoagulanti di seconda generazione
I rodenticidi anticoagulanti (Ar) di seconda generazione possono essere fondamentali per i carnivori, a causa del loro uso diffuso e del loro impatto.
Tutti gli Ar hanno la stessa modalità di azione e interferiscono con la sintesi dei fattori della coagulazione, provocando emorragia e morte. In tutto il mondo, l’uso principale che ne viene fatto è relativo al controllo dei roditori commensali, principalmente ratti norvegesi, ratti neri e topi domestici.
Gli anticoagulanti di seconda generazione hanno una tossicità maggiore degli Ar di prima generazione. Se la prima generazione necessita di assunzioni ripetute affinché si estrinsechi l’effetto anticoagulante, con una moderata tossicità, la seconda generazione necessita di una singola assunzione ed ha una tossicità elevata.
Sebbene molti studi abbiano esplorato gli impatti degli Ar sui piccoli e sui mesocarnivori, mancano ricerche sulla loro diffusione in grandi carnivori nei paesaggi antropizzati.

Lo studio
Dei 186 lupi trovati morti in Italia tra il 2018 e il 2022, ben 115 (il 62%) sono risultati positivi al test per la presenza di Anticoagulanti Rodenticidi (ARs) di seconda generazione. Bromadiolone, brodifacoum e difenacoum sono stati i composti più comuni. Nella maggior parte dei casi, i lupi sono deceduti per altre cause (soprattutto trauma da investimento), ma il dato mostra che questi principi attivi si diffondono in natura e permeano nella catena trofica, fino ad arrivare ai vertici della piramide alimentare.
Tracce di questi composti sono state trovate dagli studiosi nella maggioranza dei lupi analizzati. In particolare – sia il numero di sostanze rodenticide, che la loro concentrazione – sono risultati più alti nei lupi rinvenuti in contesti antropizzati, con un trend di crescita visibile a partire dal 2020. Probabilmente, gli individui che vivono in ambienti antropizzati basano una parte importante della propria dieta sui roditori (topi, ratti o nutrie) e questo li espone al rischio di contaminazione da anticoagulanti.
Diversi studi avevano già trovato valori simili in specie che si nutrono principalmente di roditori, come le volpi o i rapaci diurni e notturni, ma valori così alti erano difficilmente ipotizzabili per un grande predatore mammifero come il lupo.

Conseguenze
I risultati sottolineano che il controllo dei roditori, basato sugli Ar, aumenta i rischi di avvelenamento involontario della fauna selvatica non bersaglio. Questo rischio però non coinvolge solo i piccoli e i mesocarnivori, ma anche i grandi carnivori al vertice della catena alimentare, come i lupi. Pertanto, il controllo dei roditori sta aggiungendo un’ulteriore minaccia alla conservazione dei grandi carnivori in via di estinzione nei paesaggi antropizzati dell’Europa, la cui gravità potrebbe aumentare nel tempo ed essere molto più elevata di quanto si pensasse in precedenza. Schemi di monitoraggio su larga scala per gli Ar nei grandi carnivori europei dovrebbero essere ideati il prima possibile.

TAG: BIOCIDI, IZS DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA, LUPO GRIGIO, RODENTICIDA, RODENTICIDI ANTICOAGULANTI, RODITORI

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