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23 Marzo 2023

Aggressioni nel mondo della veterinaria, i dati dell’osservatorio nazionale

Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita esponenziale degli episodi di violenza e aggressioni verso i professionisti del settore sanitario. L’osservatorio, istituito nel 2020, si occupa di monitorare la situazione per promuovere iniziative che possano garantire maggior sicurezza. Il quadro relativo all’edizione del 2022.


Aggressioni nel mondo della veterinaria, i dati dell’osservatorio nazionale

Il Ministero della Salute ha di recente pubblicato la Relazione sulle attività dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie - anno 2022 in cui sono raccolti i dati ad oggi esistenti sulle aggressioni ai professionisti.   Sulla base del contributo offerto da tutte le Federazioni è possibile ottenere una rappresentazione piuttosto precisa della situazione. L’ambito veterinario, emerge dalla relazione, può essere annoverato – su scala internazionale – tra le categorie più a rischio dopo quella degli infermieri e delle professioniste donne. E la vulnerabilità del settore non è certo una novità se già nel 2016 l’assemblea generale EASVO, a Bruxelles, aveva affrontato tra gli altri problemi anche quello della Safety of official vets. Evidente la questione interessa tutta l’Europa. Ed infatti nel 2017 l’Irlanda è la prima ad emanare una regolazione sul tema: la “Health and Safety Risk Management System (HSRMS) – Managing Potentially Threatening/violent/Distressing Incidents in the Workplace Issue. Il documento è rivolto ai dipendenti pubblici, anche con lo scopo di limitare l’alto tasso di suicidi di cui i veterinari detengono il triste primato. E non solo in Irlanda, ma anche in America, come dimostrano i dati pubblicati nel 2019 dal “Journal of the American Veterinary Medical Association (JAVMA)”.

La situazione in Italia

Un quadro relativo alle aggressioni e agli episodi di violenza ai danni dei professionisti del settore veterinario viene realizzato grazie ai dati forniti dalla FNOVI, dalla FVM (Federazione Veterinari Medici e dirigenti sanitari) e dal SiVeMP (Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica).

FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)
La FNOVI, tra aprile e giugno 2022, ha richiesto ai propri iscritti la compilazione di un questionario anonimo, denominato “Violenza contro i medici veterinari”, articolato in modo da rilevare quanto più possibile gli episodi di violenza e i contesti.
Al questionario hanno risposto 2.119 medici veterinari: il numero più elevato di riscontri si è avuto in Lombardia (22,51%), Emilia-Romagna (11,47%) e Piemonte (11,09%), che sono anche le Regioni che hanno il maggior numero di medici veterinari; mentre Valle d’Aosta (0,24%) e Molise (0,42%) sono le Regioni dalle quali sono pervenute il minor numero di risposte.
Il 50% dei partecipanti al questionario è rappresentato da medici veterinari libero professionisti, mentre il 60% dei riscontri è arrivato da medici veterinari di genere femminile (1.290): una conferma del dato che le donne sono più soggette a violenza. Quanto alla natura delle aggressioni, prevale quella verbale: 72,49% a fronte di un 10,57% per quelle fisiche.
Inoltre, solo il 7,59% dei medici veterinari ha indicato di aver subito danni fisici che hanno necessitato di cure. Gli aggressori sono essenzialmente i fruitori del servizio (89,32%) ma si dovrebbe però riflettere su un dato: il 21,94% dei sanitari ha indicato nei colleghi gli autori delle condotte violente. Ma cosa fanno le vittime? Per lo più tendono a soprassedere (il 76,5%) solo il 23,50% ha avuto una reazione o riferendo l’accaduto al Referente/Superiore/Datore di Lavoro, oppure, ma in misura molto minore facendo denuncia alle forze dell’ordine. In linea di massima, comunque, la preoccupazione non è molto diffusa: il 53,19%, infatti, ha espresso poca apprensione. Tuttavia, il 72,63% si è detto d’accordo a partecipare ad un corso di formazione specifico.    

FVM (Federazione Veterinari Medici e dirigenti sanitari) – SiVeMP (Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica)
Tra i 5000 medici veterinari e specialisti ambulatoriali che operano all’interno dei Dipartimenti di Prevenzione del SSN, negli ultimi dieci anni, risultano denunciati 108
episodi. Alle aggressioni fisiche e verbali, si aggiungono forme di intimidazione e vendetta consistenti in distruzione e/o danneggiamenti di beni personali o di servizio. L’aggregazione dei dati per macroaree fornisce i seguenti dati percentuali per tipologia: 51% minacce, 28% aggressioni fisiche, 21% danneggiamento beni o cose.

TAG: AGGRESSIONI, FNOVI, FVM, MINISTERO DELLA SALUTE, OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA SICUREZZA DEGLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE E SOCIO-SANITARIE, SIVEMP

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