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30 Maggio 2022

Medicinali ai gatti, come facilitarne la somministrazione

Un sondaggio tra i proprietari mette in luce alcune criticità che devono essere affrontate durante l’assunzione da parte degli animali. Come l’industria farmaceutica può differenziare la sua offerta.


Medicinali ai gatti, come facilitarne la somministrazione

Un’indagine ampia, che ha coinvolto 57 paesi, si è proposta di verificare quali siano le principali criticità e le maggiori necessità indicate dai proprietari di gatti, quando devono somministrare un medicinale al proprio animale.

Il primo dato significativo, emerso dal sondaggio, evidenzia come circa la metà (50,7%) dei proprietari dichiara di aver ricevuto un’informazione alquanto rarefatta (‘a volte’) o addirittura del tutto assente (‘mai’). Una carenza da colmare, dunque, è innegabile. Per fortuna che, invece, il 91,8% di chi ricevuto informazioni, le ha trovate "piuttosto" o "molto" utili. Altro dato da tener sott’occhio è la fonte di informazione dichiarata: il 53,6% dei proprietari, infatti, ha trovato su internet chiarimenti e delucidazioni relativi alla somministrazione. Quanto alla formulazione più gettonata, lo studio evidenzia che il 61,3% ha scelto di somministrare direttamente in bocca ai gatti liquidi; il 45,3% ha optato per le paste, il 39,5% per le compresse. Mentre sono stati molti di meno (22,6-24,1%) quelli che li nascondono negli alimenti. A corollario di ciò, è risultato che le compresse sono ritenute la formulazione più ostica da somministrare, mentre spot-on e iniezioni di insulina sono quelle che danno meno problemi in assoluto. Un altro dato che merita una riflessione è l’ammissione da parte del 51,6% dei proprietari che, a causa della cura cui hanno sottoposto il proprio gatto, hanno notato un cambiamento nel rapporto con lui: il 77% ha infatti riferito che i loro gatti hanno cercato di morderli o graffiarli durante la cura. E non basta: il 78,7% dei gatti sputa le compresse; il 71,7% rifiuta i farmaci nel cibo, e il 52,7% scappa. Tali difficoltà, oltre a creare problemi nell’immediato, in molti casi hanno avuto ripercussioni addirittura sulla terapia, che è stata interrotta (dal 35,4% del campione) proprio perché non era possibile far fronte all’ostruzionismo dell’animale. Dei proprietari che non hanno portato a termine un ciclo di farmaci, il 27,8% ha interrotto verso la fine, mentre il 19,3% ha interrotto dopo alcune dosi. Alla luce di queste evidenze è chiaro che i proprietari apprezzano che vengano fornite informazioni sulla somministrazione dei farmaci, ma è altresì chiaro che non sempre le ricevano. Sarebbe quindi auspicabile che ambulatori e cliniche veterinarie, fornissero informazioni/dimostrazioni e collegamenti a Internet quando prescrivono i farmaci.

Inoltre, dal momento che la somministrazione presenta spesso delle criticità a causa delle reazioni dell’animale, sarebbe utile che le aziende farmaceutiche fornissero una gamma di formulazioni ampia, così da bypassare più facilmente ostruzionismo e rifiuti.

Modalità dello studio

E’ stato effettuato un questionario online composto da 35 quesiti. 2507 le indagini somministrate in 57 paesi: 1724 realizzate tra "proprietari di gatti" e 783 tra "proprietari di gatti+" (che avevano, cioè, maturato in quest’ambito un’esperienza significativa, compresi i professionisti veterinari).  

Online survey of owners' experiences of medicating their cats at home Samantha Taylor , Sarah Caney , Claire Bessant , Danièlle Gunn-Moore DOI: 10.1177/1098612X221083752

TAG: MEDICINALI, SOMMINISTRAZIONE

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